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Art Night: con sprezzo del pericolo

"Sulle orme di Gerda Taro"

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Ci sono artisti che hanno creato capolavori della storia dell’arte anche a rischio della vita o, addirittura perdendola. In “Art Night”, in onda venerdì 14 gennaio alle 21.15 su Rai5, Nerì Marcorè racconta di chi la vita l’ha rischiata, e persa, per affrontare un lavoro che oggi leggiamo come arte, ma forse era prima di tutto un impegno civile e politico. E’ il caso della protagonista di “Sulle orme di Gerda Taro”, un film in prima visione assoluta, di Camille Mènager, prodotto da Brotherfilms con la partecipazione di France Tèlèvision.  
In un'epoca in cui è stato inventato il fotogiornalismo, Gerda Taro ha fotografato la tragedia della guerra civile spagnola. Ha creato un lavoro pionieristico prima di perdere la vita alla vigilia del suo ventisettesimo compleanno. Dalla Germania di Hitler, alle battaglie disperate della Repubblica spagnola, al bohémien parigino degli anni tra le due guerre, la sua breve vita ha attraversato la grande storia della prima parte del Novecento. Le sue fotografie esprimono la follia degli uomini, il dolore della guerra, ma anche l'ideale della fratellanza e la speranza per un mondo migliore. Il suo nome, scomparso dalla memoria collettiva, è recentemente riemerso dal limbo dell'oblio, grazie anche al libro “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek che ha vinto il Premio Strega nel 2018. Un documentario coinvolgente che segue la scoperta casuale delle sue foto, che per anni erano state attribuite al suo celebre compagno Robert Capa, e ne ricostruisce la vita, breve eppure ricca di scelte coraggiose e decisive. Un racconto emozionante che riesce a dare a Gerda Taro il ruolo che merita tra i grandi fotografi della storia. 
La serata di “Art Night” prosegue con “Shoot it! L’ultimo scatto del Bang Bang Club”, dedicato a un gruppo di quattro giovani fotografi senza paura che si proponevano di esporre la realtà dell'apartheid in Sud Africa, una battaglia che ha cambiato una nazione, ma che ha finito quasi per distruggerla.  È la storia di una grande amicizia nella lotta per la libertà in Sud Africa. Poco più che ventenni, Ken Oosterbroek, Joao Silva, Kevin Carter e Greg Marinovich sono andati nei quartieri neri per registrare la violenza di quel momento, cosa che nessun altro fotografo bianco aveva mai osato fare.