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Valle D'Aosta, dove i giganti raccolgono i fiori

Su Rai5 (canale 23) una terra armonica

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I tetti delle case cambiano di sostanza e colore. La pietra prende il posto delle tegole e le case di pietra si mimetizzano con la roccia delle montagne. È il primo tangibile segno di armonia fra uomo e natura che caratterizza la Val d’Aosta. Una regione di confine è al centro del documentario in prima visione “Valle D’Aosta, dove i giganti raccolgono i fiori” di Paolo Severini in onda domenica 10 ottobre alle 22.10 su Rai5.
Quando si pensa alla Valle d'Aosta si corre il rischio di cadere nei luoghi comuni che identificano la regione: le mucche, la fontina e ovviamente le montagne. In realtà si tratta di un territorio che offre tante altre sfumature.
Tra i personaggi protagonisti del viaggio nella valle, Roberta, una delle croupier del Casinò di Saint Vincent che racconta il suo lavoro; Bruno che ha passato la sua vita a costruire tetti e a scalare cime, stabilendo il record di velocità in salita e discesa dalle cime più alte d'Europa e del mondo; Ettore, un “lauzeur” che porta le montagne sui tetti delle case; Federico, che studia Medicina anche mentre si dedica alle mucche e al loro latte, per produrre Fontina.
Non mancano il Parco Nazionale del Gran Paradiso e la valle di Rhemes Notre Dame: nella casa adiacente alla settecentesca chiesa della Visitazione vivono tre monaci benedettini. Il loro quotidiano è scandito dalla preghiera e dalla cura dell'orto. Non manca lo studio, la meditazione e la celebrazione della Messa per la piccola comunità di Rheme. A un centinaio di metri dalla chiesa della Visitazione vive Luis, 85 anni vissuti fra quelle montagne.
Il viaggio termina sul tetto d'Europa, a 3600 metri, sul Monte Bianco, in compagnia di Ezio, il presidente dell'Unione valdostana delle guide di alta montagna.