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Il segno delle donne

Su Rai Storia (canale 54) Ondina Valla

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È il 1927 quando, a Bologna, un militare mandato dal governo cerca giovani sportivi per la Coppa Littoria. Trebisonda Valla, detta Ondina, viene notata così nel cortile della propria scuola: è alta, agile e si distingue subito tra le sue compagne per i risultati nei 50 metri piani, nel salto in alto e nel salto in lungo.
Ondina Valla – alla quale dà voce e volto Eleonora Giovanardi nella conversazione “impossibile” con la storica e critica d’arte Rachele Ferrario – è la protagonista di “Il segno delle donne”, la coproduzione Rai Storia – Anele, che Rai Cultura propone venerdì 9 aprile alle 22.10 su Rai Storia.
Inizia in questo modo la favola di Ondina, che, in pieno regime fascista, si discosta dai classici ruoli femminili del tempo e inizia il suo percorso di successi nell’atletica leggera. Fino ad arrivare a Berlino: è il 1936 e all’Olympiastadion si celebra l’XI edizione delle Olimpiadi moderne. Sono Olimpiadi celebrate fastosamente, organizzate alla perfezione, nonché immortalate dalla regista Leni Riefenstahl nel celebre film “Olympia”. Le aspettative del pubblico italiano, che sostiene fieramente la Valla, non vengono deluse. Ondina, infatti, stabilisce il primato del mondo nella gara degli 80 metri ostacoli vincendo la semifinale e arriva prima al traguardo della finale, in una gara serratissima in cui è necessario il fotofinish per decretare l’ordine di arrivo delle prime quattro atlete. In quell’occasione, Ondina si impone anche sulla sua collega e rivale di sempre, Claudia Testoni, che arriva quarta. La vittoria della Valla alle Olimpiadi di Berlino del ’36 è un evento storico per lo sport femminile azzurro: è il primo oro olimpico conquistato da una donna italiana. La Valla continua a competere e a vincere fino ai primi anni Quaranta, quando è costretta ad abbandonare l’attività agonistica per problemi alla schiena. Nel 1944 sposa il chirurgo Guglielmo De Lucchi e si trasferisce a L’Aquila, dove, dopo la nascita di suo figlio Luigi, si dedica alla famiglia e lavora nella clinica ortopedica aperta da lei e Guglielmo. La puntata ripercorre le tappe della sua vita e della sua impresa sportiva, in un contesto storico sociale, quello del Fascismo, in cui una donna per potersi imporre non poteva che essere straordinaria.