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Rai Main Media Partner del W20

Il Servizio Pubblico per una road map sulle questioni femminili

Rai ancora in prima linea per la parità di genere annuncia la Main Media Partner con il Women 20 - l’engagement group del G20 specializzato su parità di genere ed empowerment femminile, guidato dalla Chair Linda Laura Sabbadini. Il primo appuntamento è il “Kickoff” di lunedì 22 e martedì 23 febbraio che dà il via ai lavori delle delegazioni internazionali dei 20 Paesi del G20. L’obiettivo è quello di delineare le strategie per la crescita sociale, economica, ambientale e indurre i governi a investire adeguatamente sull’empowerment delle donne che, in tempo di pandemia, vedono le loro conquiste minacciate e le disuguaglianze aumentate.
Il documento finale, pubblicato nel summit di luglio, sarà consegnato ai leader del G20 in vista del summit internazionale di Roma alla fine di ottobre. Women20 proporrà alcuni obiettivi della road map per l’uguaglianza di genere che per la prima volta verrà varata dai leader del G20. Durante il 2021 numerosi saranno gli eventi internazionali organizzati da Women20 per approfondire i diversi temi.
Il Servizio Pubblico, impegnato a fondo nella promozione della parità di genere, nel rispetto dell’immagine e della dignità delle donne, nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, darà supporto a Women20 con tutte le piattaforme editoriali, prevedendo un’ampia e articolata copertura su testate giornalistiche, reti, strutture, web e social.
Un contributo in linea con l’impegno che nell’ultimo anno ha visto Rai avviare progetti nell’ottica dell’equilibrio di genere sia nella rappresentazione della figura femminile sia nella presenza delle donne nei ruoli aziendali. Tra i progetti, l’apertura di un tavolo sul “Gender Pay Gap” per definire un piano strategico di equilibrio interno e la messa a punto di un corso di “Gender Etiquette” finalizzato al superamento degli stereotipi di genere. Infine, con la direttrice di Radio 1, Simona Sala, è stata lanciata la campagna “Senza donne non se ne parla…”, in adesione alla campagna della Commissione Europea “No Women no Panel “. Per rendere operativo questo ultimo punto è stato chiesto alle università italiane di inviare nomi di esperte nelle diverse aree, disposte a intervenire nel discorso pubblico. Sono già 500 i nomi raccolti a oggi in tutto il Paese.