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Corea 1950. La battaglia di Chosin

Su Rai Storia (canale 54) gli eroi del ghiaccio

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Durante la Guerra di Corea (1950-1953) il generale MacArthur, con il consenso del presidente Truman, non si ferma al 38mo parallelo: convinto di poter riunificare il paese, dà ordine alle sue truppe di raggiungere lo Yalu, che separa la Corea dalla Manciuria, ignorando i segni di un possibile coinvolgimento nel conflitto della Repubblica Popolare Cinese. Una pagina di storia ripercorsa dalla seconda e ultima parte del documentario “Corea 1950. La battaglia di Chosin” in onda in prima visione venerdì 19 febbraio alle 21.10 su Rai Storia, con l’introduzione dello storico militare Gastone Breccia.
Mao Zedong fa capire subito che non avrebbe tollerato senza reagire una presenza americana ai suoi confini e a fine ottobre quasi 300 mila soldati cinesi avanzano in Corea contrattaccando di sorpresa le colonne delle Nazioni Unite, che subiscono gravi perdite. Alla fine di novembre la prima divisione dei Marines viene circondata da 60 mila cinesi nei pressi del lago artificiale di Chosin, sui monti Taebaek: la sua distruzione avrebbe potuto infliggere un colpo decisivo al morale degli Stati Uniti, inducendo Truman a cercare una via d’uscita dal conflitto. Per due settimane i Marines lottano per sopravvivere con temperature fino a 30 gradi sottozero, riuscendo infine a rompere l’accerchiamento e a mettersi in salvo al porto di Hungnam. La guerra sarebbe andata avanti fino al luglio 1953, senza un vero vincitore.