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Con Francesca Fialdini "È l'Italia, Bellezza!"

Su Rai Storia (canale 54) tra Abruzzo, Molise e Puglia

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Un viaggio che inizia sui tratturi della transumanza dell’Appennino centrale, attraversa un’antica città romana del Sannio e termina nel cuore del Salento, al cospetto di un capolavoro dell’arte gotica. È dedicata ad Abruzzo, Molise e Puglia la puntata di “È l’Italia, bellezza!”, il programma di Rai Cultura condotto da Francesca Fialdini, in lunedì 22 febbraio alle 22.10 onda su Rai Storia. Seguendo le orme di un semidio, Francesca arriva sugli altipiani d’Abruzzo, dove restano visibili numerose tracce dell’antico culto di Ercole, eroe civilizzatore che lotta contro il caos e la barbarie, ma anche mandriano di armenti. Per questo a lui sono dedicati numerosi altari nati lungo le vie di commercio e i luoghi di sosta come quello di Ercole Curino, sul Monte Morrone. Sono gli stessi luoghi dove Pietro Angelerio, il futuro papa Celestino V, si ritirava in preghiera e meditazione, nell’eremo di Sant’Onofrio. Seguendo le vie della transumanza verso Sud, si arriva in Molise, la regione più giovane d’Italia. Qui il viaggio di Francesca fa tappa sulle pendici del Matese, dove il paesaggio è segnato dal tratturo Pescasseroli-Candela, lungo il quale si trova l’antico municipio romano di Saepinum che mostra ancora tutta la sua suggestione, tra il cardo e il decumano, il foro, la basilica, le terme, il teatro e lungo la poderosa cinta muraria fatta edificare da Augusto. Visitando l’area archeologica si possono riconoscere i luoghi dove si svolgeva la vita quotidiana di una cittadina romana di epoca imperiale. Il viaggio tra le meraviglie della Penisola continua in Puglia, per arrivare all’estremità meridionale del Salento, a scoprire Galatina, città sospesa tra gli arcaici riti pagani del tarantismo e una altrettanto radicata religiosità cristiana, testimoniata dai numerosi edifici di culto che impreziosiscono il tessuto urbano. Sono le chiese del barocco leccese che caratterizzano il Salento, ma la vera sorpresa è nascosta dietro la facciata apparentemente austera della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, che fonde più stili architettonici, dal romanico al gotico, dal normanno al bizantino.