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A 'Vite che non sono la Tua' Ascanio Celestini racconta il delitto di Federico Aldrovandi

Su Radio3 e su RaiPlay Radio la prima di quattro storie tragiche italiane

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Quattro persone, quattro ragazzi, conosciuti quando non erano più vivi. Quattro morti finiti sui giornali. Ascanio Celestini, sabato 20 febbraio, e poi il 21, il 27 e il 28 febbraio, racconterà le storie tragiche di Federico Aldrovandi, Davide Bifolco,  Giuseppe Uva e Giulio Regeni. Lo farà all’interno  di “Vite che non sono la tua”, in onda alle 14.30 su Radio3, proponendo agli ascoltatori le voci di chi li ha conosciuti quando erano ancora in vita, di chi gli stava accanto prima che fossero massacrati. La mamma di Federico, la sorella di Giuseppe, i genitori di Davide e Giulio. Celestini ha trascritto e messo il materiale  in ordine, ma poco, per  non razionalizzare troppo un disordine che racconta lo spaesamento, la rabbia e le paure. Aggirando la cronaca giornalistica e giudiziaria, per tornare al contesto nel quale erano ancora vivi con la loro esistenza anonima e ordinaria . Per scoprire che Federico, Davide, Giuseppe e Giulio sono come noi e la violenza che li ha colpiti, ci riguarda direttamente. L’elaborazione del lutto che passa attraverso il racconto della loro vita ci mostra quattro corpi sui quali vediamo, come dicono i genitori di Giulio Regeni, “tutto il male del mondo”. Sabato 20 febbraio, il primo ritratto sarà quello di  Federico Aldrovandi,, morto a 18 anni il 25 settembre del 2005 dopo un controllo di polizia. Domenica 21 febbraio,  il racconto del diciassettenne Davide Bifolco. Seguiranno il 27 febbraio, la storia di Giuseppe Uva e il 28 febbraio, il caso di Giulio Regeni.