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A Radio3 Mondo il primato di Israele nelle classifiche delle vaccinazioni

On air con Anna Maria Giordano 

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Circa il 20 per cento della popolazione israeliana ha già ricevuto una prima dose di vaccino contro il coronavirus. Un tasso che ha superato di gran lunga il resto del mondo e che ha dato una spinta alla malconcia immagine nazionale del leader del Paese, Benjamin Netanyahu, in un momento critico. “Durante la mia diciassettesima conversazione con il mio amico, CEO della Pfizer, Albert Bourla, abbiamo concordato spedizioni più ingenti di vaccini, che ci consentiranno di vaccinare tutti i cittadini israeliani di età superiore ai sedici anni entro due mesi, al massimo, entro la fine di marzo", diceva alla stampa Netanyahu due giorni fa. Le ragioni di questo inizio ruggente, però, stanno rapidamente emergendo: Netanyahu ha rivelato lo scorso 7 gennaio, che Israele ha raggiunto un accordo con la Pfizer per lo scambio di dati dei cittadini in cambio di 10 milioni di dosi del vaccino contro il coronavirus, compresa la promessa di spedizioni di 400.000-700.000 dosi ogni settimana. In base a questo accordo, Israele fornirà a Pfizer e all’OMS i dettagli sull'età, il sesso e la storia medica di coloro che hanno ricevuto il vaccino, nonché i suoi effetti collaterali e la sua efficacia. Giovedì 14 gennaio alle 11 su Radio3,  Anna Maria Giordano ne parlerà a Radio3 Mondo con Nello del Gatto, corrispondente AGI a Gerusalemme.