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"Che ci faccio qui" racconta "La forma delle cose"

Su Rai3 con Domenico Iannacone

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Come si può immaginare di poter scolpire un corpo umano nel marmo quando si è ciechi? “Il buio fa paura, ma come tutte le cose che fanno paura attrae le persone. Dal buio possono nascere grandi cose”. Così risponde lo scultore Felice Tagliaferri a Domenico Iannacone, che lo incontra a Cesena, nella quarta e ultima puntata di “Che ci faccio qui”, in onda lunedì 21 dicembre alle 23.15 su Rai3. Felice ha 51 anni e ha perso la vista quando ne aveva 14, a causa di una malattia: ma proprio nel momento più duro della sua esistenza, grazie alla scultura ha ritrovato la gioia di vivere. Le sue sono creazioni di soggetti non visti, che nascono nella sua mente e nei sogni per poi prendere forma attraverso le mani, guidate da un formidabile senso del tatto.
Con l’arte Felice abbatte uno ad uno tutti i muri che incontra sulla sua strada, fino a realizzare opere straordinarie, che lo rendono una figura unica nel panorama internazionale. Dal “Cristo Ri-Velato”, che rappresenta la sua incredibile risposta al divieto di toccare, alla scultura ultimata durante il lockdown, ancor più simbolica e potente: una sorta di Pietà ribaltata, il “Nuovo Sguardo” rivolto dall’uomo alla donna.“La scultura mi ha cambiato la vita” - spiega Tagliaferri - “Quando do forma alle cose non so dove finisce la materia e inizia il mio corpo”.ù
Come un umile apprendista nell’atelier del maestro, Iannacone si fa bendare gli occhi per immergersi anche lui nel buio: guardando le cose dal punto di vista di una persona non vedente, toccando. Alla scoperta del suo “nuovo sguardo” sul mondo.