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I racconti della settimana del Tg2

Con Maria Concetta Mattei su Rai 2

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Una puntata ricca di storie, le piu’ diverse, quella di sabato 21 novembre a mezzanotte e 20 su Rai2. In apertura il dolore di Valentina Pitzalis, che non è solo fisico, per la devastazione del suo viso e del suo corpo per l'incendio appiccato dall'ex marito per sfregiarla, e che in quel rogo rimase ucciso, ma anche interiore, per le accuse dalla famiglia di lui. Poi il coraggio di rinascere dopo aver subito ogni genere di sopruso. La pandemia ha portato a un significativo acuirsi della violenza domestica. Lo sa bene chi opera da anni per sostenere le vittime e prospettare loro la possibilità di una nuova vita. Un’altra storia a lieto fine: cinquant’anni di vendemmie per Mariuccia Borio, vignaiola di cascina Castlet, produttrice di una barbera entrata in Francia, nell'olimpo dell'enologia ed esportata persino nel paese di Babbo Natale. 
A Venezia per l'epopea dei barcari della laguna veneta, narrata nel romanzo di Paolo Malaguti dal titolo "Se l'acqua ride", libro che racconta di mondi antichi e nuovi, di cambiamenti sofferti. E ancora a Venezia: affreschi e mosaici bizantini della chiesa di Santa Maria Assunta a Torcello che stanno tornando all'antico splendore grazie al restauro finanziato dal fondo privato Save Venice. Riportati alla luce dipinti ritenuti i più antichi di Venezia, in anteprima del Tg2.
Riflettori accesi, poi, su incubi e visioni di Howard Phillips Lovecraft, di cui nel 2020 si celebrano i 130 anni della nascita. Testi diventati "pop", con discepoli letterari a livello mondiali e citazioni che spaziano dal cinema al fumetto, dai gadget ai videogiochi. 
Turismo di prossimità anziché lunghi viaggi. L'emergenza Covid ci porta a visitare luoghi spesso trascurati del nostro territorio.  Nel viterbese, visitiamo Vignanello, valorizza rilanciato da una campagna all’Università della Tuscia. 
Uberto Gasche è un artista molto particolare: con macchine fotografiche d'epoca crea immagini rarefatte di animali esotici e dei suoi cani. I bimbi del '900 si educavano con oggetti semplici, materiali poveri, piccole cose come quelle utilizzate dell'asilo san martino a Trento, attivo dal primo dopoguerra agli anni 80.