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"È una domenica sera di novembre"

Su Rai Storia (canale 54) Lina Wertmüller e il sisma dell'Irpinia

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"Questo povero Sud che mi coinvolge, mi stimola, terra di lupi e di re, dove io mi sento piantata forse per via di una nonna irpina. Questo profondo Sud, la parte che ha meno, rimasta indietro. Sola, che sente sempre di dover partire in svantaggio di qualche metro rispetto agli altri. Questo sconosciuto Sud che tutti pensano di conoscere, e quindi di definire, giudicare, magari condannare e quando poi una catastrofe come il terremoto lo ripropone ti accorgi che di quel Sud non sai proprio niente, che è un continente lontano come il Terzo Mondo, ma con in meno gli spazi e la natura di altri terzi mondi". Sono le parole di Lina Wertmüller regista del film documentario “È una domenica sera di novembre”, realizzato un anno dopo il sisma che sconvolse l’Irpinia nel 1980, e che Rai Storia ripropone, in occasione del 40° anniversario del sisma, lunedì 23 novembre alle 18.15. A contribuire all’immenso lavoro, avviato all’indomani del terremoto, cronisti illustri come Moravia, Alberto Ronchey, Giampaolo Pansa, Giovanni Russo. Nel documentario, oltre alle testimonianze strazianti di coloro che sono sopravvissuti, anche riferimenti antichi e dotti come il sociologo De Masi, Leonardo da Vinci, Plinio il Giovane, Leopardi. Il risultato è un filmato di due ore che "che presenta un Sud speciale in cui sul filo del terremoto si innestano tutti i temi cari a quei paesi. Le liturgie, i misteri, i riti, la religione". La regista auspica che questo lavoro: "... diventi un discorso di radici di tutto il Paese; non permettiamo che il terremoto se le trascini via insieme alle case e alla gente. Ricordiamoci insomma che il futuro è antico".