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Su Rai3 "Geo" con Sveva Sagramola

"Irpinia. A quarant'anni dal terremoto"

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È il 23 novembre 1980: sono le 19.34 di una tranquilla domenica quando improvvisamente la terra trema in Irpinia. Un terremoto di magnitudo 6.5, che causa la morte di quasi 3.000 persone, 9.000 feriti, 280.000 sfollati. Vite sconvolte per sempre, segnate da un destino atroce: sopravvivere anzitempo ai propri cari. Convivere con la rabbia dentro per il ritardo dei soccorsi e con il rimorso per non aver potuto fare nulla per salvarli.
Quarant’anni dopo, con un documentario inedito di Salvatore Braca, “Geo”, venerdì 20 novembre alle 16 su Rai3, torna nei paesi a ridosso del cratere: Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Conza della Campania, San Mango sul Calore, per annotare racconti di vite spezzate, ma soprattutto di vite ritrovate.
Perché “Irpinia. A quarant’anni dal terremoto, questo il titolo del documentario, è un viaggio itinerante anche negli usi e nelle tradizioni dell’antico territorio irpino, una narrazione che oltre a mostrare la bellezza di quei luoghi coinvolgerà le tante forme di arte e di artigianato locale nate dopo il sisma, offrendo una lettura nuova dei cosiddetti “Luoghi dell’Assenza” (come rocche, palazzi rinascimentali, piazze disabitate).
In studio poi, ospite di Sveva Sagramola per raccontare quell’evento e la sua terra, il giornalista e scrittore Giuseppe Lupo, testimone allora diciassettenne del sisma cui poi ha dedicato saggi e romanzi, come “L’ultima sposa di Palmira”.