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"Passato e Presente" ricostruisce la guerra fredda

Su Rai3 la fine del mondo bipolare

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La divisione del mondo in due blocchi, inaugurata alla fine della Seconda Guerra Mondiale, termina ufficialmente tra il 1989 e il 1991, con la caduta dei regimi comunisti dell'est e la dissoluzione dell'Urss. Ma il mondo bipolare, già dagli anni Settanta, è in crisi, e tanto i paesi del blocco sovietico quanto quelli occidentali sono attraversati da divisioni e conflitti. Una realtà ricostruita dal professor Giuseppe Vacca e da Paolo Mieli a “Passato e Presente” in onda mercoledì 14 ottobre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Nel periodo che porterà alla fine della Guerra Fredda, alcuni paesi si rafforzano economicamente, l'Europa va avanti nel suo processo di integrazione, l'America, sconfitta in Vietnam, conosce una grave crisi. Nel frattempo, il raggiunto equilibrio militare tra i due blocchi porta ad una serie di accordi per la limitazione delle armi strategiche. A metà degli anni Ottanta che Michail Gorbaciov, l'uomo nuovo del Cremlino, lancia il progetto di un nuovo ordine mondiale che di fatto metta fine alla guerra fredda. Il fallimento del sistema sovietico porta alla sconfitta del "nuovo modo di pensare" di Gorbaciov e gli Usa appaiono come l'unica potenza vincitrice della guerra fredda. Ma la realtà è molto più complessa e nei decenni successivi si profila un nuovo mondo multipolare, dove si moltiplicano gli attori e i conflitti e torna lo spettro della guerra atomica.