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È l'Italia, Bellezza! con Francesca Fialdini

Su Rai Storia (canale 54) un viaggio in Sardegna

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Una storia di incontri, fusioni e stratificazioni che inizia con la civiltà dei Nuraghi e arriva fino all’unità d’Italia, da ripercorrere attraverso l’archeologia, l’architettura e la cultura immateriale. La Sardegna è la protagonista della nuova puntata di “È l’Italia, bellezza!”, il programma di Rai Cultura condotto da Francesca Fialdini, in onda lunedì 27 luglio alle 21.10 su Rai Storia (canale 54). 
Nell’età del bronzo, intorno al XIX secolo a.C. circa, quest’isola al centro del Mediterraneo era abitata dal popolo nuragico. Ne sono testimonianza gli oltre 7 mila nuraghi che ancora oggi si possono incontrare viaggiando nell’entroterra. A cosa servissero queste poderose costruzioni non è ancora del tutto chiaro. Residenze, sistemi di difesa, torri di vedetta, oppure strutture per la comunicazione a distanza tramite fuochi e fumi. Tra i nuraghi complessi, quelli costituiti da più di una torre, Su Nuraxi di Barumini, iscritto dal 1997 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, è il più rappresentativo. Importante anche il santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri, cittadella religiosa nata attorno a un pozzo sacro. Un altro popolo, i Fenici, provenienti dal vicino Oriente, trovarono su quest’isola dalla posizione strategica il mercato ideale per i propri commerci. Lo testimonia la piazza del mercato di Sant’Imbenia, vicino ad Alghero, perfetto esempio di progetto architettonico e urbanistico nato per rendere più agevoli gli scambi tra commercianti locali e mercanti fenici. Le stratificazioni della storia si possono scorgere, meglio che altrove, visitando la città di Cagliari, dove i segni delle civiltà punica, romana, bizantina si alternano tra monumenti, teatri, quartieri e perfino lungo i fondali marini. Tra le testimonianze più interessanti l’area archeologica di Tuvixeddu, la più grande necropoli punica ancora esistente, e l’anfiteatro del II secolo d.C. scavato nella roccia, forse la più suggestiva tra le persistenze della dominazione romana. La città contemporanea porta, invece, ben visibili i segni dell’unificazione, con gli edifici di ispirazione sabauda e il nuovo assetto urbanistico di fine dell’Ottocento, che assume una conformazione più lineare e regolare. Infine, obiettivo sul cuore della civiltà agro-pastorale della Sardagna con il canto a tenore, tra le più autentiche forma di espressione artistica tradizionale e per questo protetto dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. Il canto a tenore è un coro di grande potenza e suggestione, con quattro voci ben distinte che danno vita a struggenti armonie polifoniche. Una tradizione poetica antichissima, ma capace ancora oggi di raccontare la vita, i sogni, le sofferenze e l’amore.