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"Il complotto contro l'America" a "Sorgente di vita" 

Su Rai2 anche un omaggio a Franca Valeri per il suo centesimo compleanno

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“Il complotto contro l’America”, una serie tv in sei episodi tratta dall’omonimo romanzo del grande scrittore americano Philip Roth: se ne parla in “Sorgente di vita" in onda domenica 2 agosto alle 9.15 su Rai2 . L’autore della serie immagina che alle elezioni del 1940, invece di Franklin Delano Roosvelt, venga eletto presidente degli Stati Uniti Charles Lindbergh, eroe della transvolata sull’Atlantico, ma filonazista e fervido antisemita. Durante la II guerra mondiale quindi gli Stati Uniti non saranno alleati degli inglesi e dei francesi ma, dietro un’apparente neutralità, stringeranno patti con la Germania di Hitler, con tragiche conseguenze per la democrazia americana e gli ebrei. Nel servizio un brano di un’intervista a Philip Roth, un commento dello scrittore Antonio Monda e brevi interviste ad alcuni autori e attori della serie prodotta da Hbo.
In sommario anche un omaggio a Franca Valeri per i suoi cento anni. Attrice poliedrica e dalla comicità intelligente, autrice, sceneggiatrice e regista di opere liriche, ha interpretato innumerevoli personaggi al cinema, in teatro e in TV. Franca Valeri, al secolo Franca Norsa, nata in una famiglia ebraica milanese, era una ragazza quando vennero promulgate le leggi antiebraiche del ’38. Durante la sua lunga carriera ha interpretato molti personaggi: il debutto come protagonista nella Lea Leibovitz di Alessandro Fersen, e poi tante donne, dalla signorina snob alla Sora Cecioni.
A "sorgente di vita", infine, la drammatica vicenda degli Internati Militari Italiani durante la Seconda Guerra Mondiale, raccontata in un recente saggio degli storici Mario Avagliano e Marco Palmieri, ricco di documenti inediti, che ricostruisce la storia e le storie dei militari che dissero “no” al nazifascismo. Internati in oltre 280 lager, in Germania e nei diversi paesi occupati, sottoposti a un regime di internamento durissimo, dei circa 650 mila “IMI”, oltre 50mila non fecero ritorno in patria. Lo ricordano Mario Avagliano e a Giorgio Allori, oggi 98enne e all’epoca ufficiale dell’esercito che fu tra quelli che scelsero l’internamento, anziché collaborare con i nazifascisti.