Rai.it
Rai

A Speciale Tg1 "Selfie" miglior documentario ai David di Donatello

L'autoritratto di due adolescenti di Agostino Ferrente

(none)

Domenica 24 maggio, alle 23.30,  Speciale Tg1 manderà in onda  “Selfie” di Agostino Ferrente, vincitore del David di Donatello come Miglior Documentario.Realizzato in collaborazione con Rai Cinema, Selfie è l’auto ritratto di due adolescenti in un rione napoletano. Un video racconto privo di stereotipi,per narrare la tragedia di un ragazzo ucciso per errore, durante un inseguimento di polizia.
Era l’estate del 2014, nel rione Traiano, a Napoli, un sedicenne morì  per uno sbaglio di persona. Davide Bifolco, così si chiamava, come tanti altri adolescenti cresciuti in quartieri difficili, aveva lasciato la scuola e sognava di diventare un calciatore. Anche Alessandro e Pietro hanno 16 anni, vivono al Rione Traiano e sono amici fraterni, diversissimi e complementari.
Alessandro è cresciuto senza un  padre e ha lasciato la scuola dopo una lite irrisolta con un’insegnante che pretendeva imparasse a memoria l’Infinito di Leopardi. Fa il garzone in un bar, guadagna poco, non va in vacanza ma ha un lavoro onesto in un quartiere dove, per i giovani disoccupati, lo spaccio è una sorta di ammortizzatore sociale a cui è facilissimo accedere.
Pietro sogna di diventare parrucchiere, ma al momento è disoccupato. Il padre, pizzaiolo, ha un ingaggio stagionale fuori città e torna a casa una volta alla settimana. Sua madre è andata in vacanza al mare con gli altri due figli piccoli, lui invece, ha deciso di passare l’estate a casa per fare compagnia al suo migliore amico.
Alessandro e Pietro accettano la proposta di filmarsi con l’iPhone che il regista offre loro perché raccontino in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, lo scenario del quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide.
L’auto-racconto in “video-selfie” di Alessandro e Pietro e degli altri ragazzi che partecipano al casting del film, viene alternato con le immagini gelide delle telecamere di sicurezza che sorvegliano le strade del rione, come grandi fratelli indifferenti che fotografano una realtà immutabile. E il quartiere appare per quello che è, nel video dei ragazzi come nella poesia di Leopardi che finalmente Alessandro prova a studiare e a raccontare: circondato da un muro che esclude la conoscenza di tutto il resto.