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Wild Italy

I giganti del Mediterraneo

Il mar Mediterraneo impiega circa 70 anni per un rinnovo completo delle sue acque, sopporta il 20 per cento del traffico petrolifero mondiale e sulle sue sponde vivono 500 milioni di esseri umani. Qui sono nate alcune fra le più importanti civiltà del mondo antico. La sua temperatura è in continua crescita e i suoi equilibri sono in rapida e radicale trasformazione, eppure, ancora oggi il mar Mediterraneo è una delle ecoregioni più importanti del mondo per la conservazione della biodiversità. A raccontare gli ambienti naturali, la fauna e la flora dei circa ottomila chilometri di coste italiane in questo mare è la terza stagione della serie “Wild Italy”, ciclo di sei documentari in onda da mercoledì 25 marzo alle 13.55 su Rai5. Il tema della serie sono il mare e le coste italiane con le loro decine di isole, che costituiscono un ricco archivio di bellezze naturali, di fatti insoliti e curiosi, di fenomeni impressionanti che comprendono i più attivi vulcani del Mediterraneo e i più grandi animali mai vissuti sulla Terra. Protagonista del primo episodio è il capodoglio, il più grande predatore del Pianeta. Si incrocia nelle acque al largo della Liguria e per procurarsi il cibo si immerge fino a duemila metri di profondità. Nel cosiddetto Santuario Marino del Tirreno settentrionale, i moderni “cacciatori di balene” ne registrano i segnali e annotano la presenza di un incredibile numero di grandi mammiferi marini. Fra questi il secondo animale più grande del mondo, la balenottera, venti metri di lunghezza e cento tonnellate di peso, e poi giocose stenelle e misteriosi grampi. Ma anche in questo mare limpido e profondo qualcosa sta cambiando: banchi di meduse proliferano in acqua sempre più calde che gli uomini continuano a solcare con colossali petroliere e a sfruttare in modo selvaggio, sempre più spesso consapevoli, dei rischi di un disastro ambientale.