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Prima dell'alba

Una notte in carcere

Puntata speciale di “Prima dell’Alba” dal titolo “Una notte in carcere”, dedicata all’universo concentrazionario, in onda sabato 21 marzo, a mezzanotte e 25, su Rai3. Salvo Sottile entra nel carcere di Lecce e trascorre un’intera giornata con i detenuti, per scoprire come si vive in un luogo dove è sempre notte, tra solitudine, silenzio e mancanza di libertà. 
Per la prima volta il viaggio di Sottile inizia all’alba, attraversando l’enorme porta di metallo dell’Istituto e passando dal cellario, dove i detenuti vengono privati dei loro beni personali, fino alla sala dove vengono schedati, ripercorrendo un iter di passaggi burocratici che assumono anche un forte significato simbolico, scandendo per i detenuti il distacco dalla libertà e l’ingresso nella lunga “notte” della vita carceraria. Nel cortile dove i carcerati trascorrono l’ora d’aria Salvo Sottile incontra di nuovo Luigi, un detenuto conosciuto durante una precedente visita, che gli racconta come riesce ad andare avanti grazie alla famiglia e alla fidanzata, conosciuta quando era già in carcere e che aspetta la sua uscita.
Quando scende la sera, Sottile incontra Riccardo Secci, comandante della Polizia Penitenziaria, che racconta come il momento più complicato per le forze dell’ordine sia proprio la notte, quando tutto tace e la routine rischia di far calare la concentrazione delle guardie. Proprio qui avvengono infatti la maggior parte dei casi di tentati suicidi e di autolesionismo, un fenomeno che in Italia conta migliaia di casi nella disperazione e nel delirio della notte carceraria: oltre 10.423 atti di autolesionismo e 1.198 tentati suicidi solo nel 2018.
La sera è anche il momento in cui rientrano in carcere i detenuti in semilibertà come Giovanni, che svela la difficoltà dei carcerati nel gestire il rapporto con i figli con i quali hanno poche occasioni di contatto e che spesso non sono nemmeno a conoscenza del motivo per il quale non possono stare con il proprio papà. Nel suo attuale stato di semilibertà - un limbo che forse rende ancora più dura la costrizione - Giovanni sta cercando ora di recuperare il rapporto con le figlie, alle elementari all’inizio della pena, e che adesso riabbraccia da nonno.
Ma se la semilibertà è una condizione dura, molto più angosciante è la vita di chi sa già che la sua notte durerà per sempre, come gli ergastolani tra cui Francesco, uno degli attori del collettivo teatrale, che confessa a Sottile di avere ancora speranze e aspettative per il futuro ma di non avere nemmeno il coraggio di esprimerle sapendo che sono destinate a non realizzarsi.