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Passaggio a Nord Ovest

Popoli misteriosi: Boscimani, Bajau, Kazaki e Guaranì

Passaggio a nord ovest, il programma ideato e condotto da Alberto Angela, partirà anche questa settimana per una lunga esplorazione in continenti lontani e in remote epoche della storia. La puntata in onda sabato 21 marzo alle 15.00 su Rai1, prenderà il via dalla Namibia, per conoscere la vita quotidiana e le tradizioni di un popolo in estinzione, i Boscimani.
Sono gli abitanti più antichi dell’Africa australe, un gruppo indigeno nomade di cacciatori-raccoglitori che, grazie all’incredibile capacità di adattamento, è riuscito a sopravvivere a lungo in uno dei luoghi più inospitali e con meno risorse della terra.
Nella parte orientale della Malesia, invece, si trova il villaggio dei Bajau, una tribù di  appena una decina di famiglie. I Bajau vivono da sempre a contatto con l’acqua e praticano la coltivazione dell’Agar-Agar, un tipo di alga ricca di minerali e fibre, oggi molto richiesta per le sue proprietà. Lontani dalla civiltà moderna, raccolgono l’acqua piovana in contenitori di plastica, per gli usi quotidiani. 
Il viaggio di Alberto Angela proseguirà sui Monti Altai, in Mongolia, dove vive da secoli la più importante minoranza etnica della terra di Gengis Khan, i nomadi Kazaki. Con l’arrivo dell’estate, i pastori portano le loro mandrie e greggi sui pascoli degli altopiani. È l’occasione per tornare a vivere nelle loro abitazioni tradizionali, le “yurte”, grandi tende costruite su una struttura portante in legno, rivestita di feltro e altri strati protettivi. 
In Sud America, infine, per scoprire i Guaranì Mbya, una delle etnie del grande popolo Guaranì, che un tempo era diffuso in tutta la parte meridionale del continente sudamericano. Oggi, i loro discendenti, ridotti a poche migliaia di persone, sopravvivono nel cuore del continente, tra Brasile, Paraguay e Argentina. Entro i 10 anni di vita, ogni membro della tribù si sottopone a una cerimonia, durante la quale lo sciamano gli attribuisce il suo nome tradizionale, in lingua Guaranì. Il nome rappresenta un auspicio per la vita futura del giovane e per il suo ruolo all’interno della comunità.