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Torna Marco Angius con il quartetto Henao

A Rai Nuovamusica in diretta dall'Auditorium di Torino

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Ci sono gli echi beethoveniani di Absolute Jest di John Adams – in prima esecuzione Rai a Torino – e le atmosfere rarefatte di Central Park in the Dark di Charles Ives, uniti al triplice omaggio a Luigi Nono, Franco Donatoni e Bruno Maderna nei rispettivi anniversari, al centro del terzo appuntamento in serata unica di Rai NuovaMusica, la rassegna dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dedicata alla musica contemporanea fra Novecento e nuovo millennio. Il concerto, in programma giovedì 13 febbraio alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino e in diretta su Radio3, vede protagonista sul podio uno specialista della musica di oggi, ma con una vasta frequentazione del teatro musicale e del repertorio sinfonico di ogni tempo, come Marco Angius. Direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto e già ospite più volte a Rai NuovaMusica, Angius torna sul podio dell’OSN Rai dopo la tournée in Russia nel 2015 e i concerti nel 2016.
Con Duo pour Bruno di Franco Donatoni l’Orchestra Rai diretta da Angius celebra il ventennale della scomparsa del compositore e il centenario della nascita di Bruno Maderna, altro maestro dell’avanguardia musicale italiana al quale il brano è dedicato. Scritta nel 1975 con una regolarità ciclica che sconfina nello schematismo, questa pagina orchestrale riproduce l’aggravarsi dei sintomi della malattia che stroncò Maderna a soli 53 anni. «Il minimalismo decostruttivista che Donatoni elabora a partire dalla frammentazione di un canto popolare veneziano (La biondina in gondoleta) – dice Angius – trova riscontro anche in Absolute Jest, ideato come uno scherzo “a oltranza”, quasi una colonna sonora, su materiali beethoveniani». Commissionato nel 2012 dalla San Francisco Symphony per il centenario della formazione, Absolute Jest per quartetto d’archi e orchestra di John Adams è interpretato dal Quartetto Henao, al suo debutto con la compagine Rai. Composto da William Chiquito e Soyeon Kim al violino, Stefano Trevisan alla viola e Giacomo Menna al violoncello, l’ensemble nasce nel 2014 in seno all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e si distingue per la multiculturalità dei suoi membri. Il vasto repertorio del quartetto spazia dal repertorio classico e romantico a quello contemporaneo, con particolare attenzione verso il raro catalogo quartettistico italiano del Novecento.
Alle composizioni in programma si affiancano due brani di segno opposto, brevi e visionari: l’omaggio di Luigi Nono A Carlo Scarpa, architetto, ai suoi infiniti possibili per orchestra a microintervalli, scritto nel 1984 su commissione di Hans Zender per l’Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo, e Central Park in the Dark di Charles Ives, composto fra il 1898 e il 1906 ed eseguito per la prima volta nel 1946 a New York. Quello di Nono, di cui ricorre quest’anno il trentennale della scomparsa, è un lavoro sperimentale che indaga sul suono in un tempo spoglio ed essenziale fino al limite del silenzio. «Più che un pezzo di musica – commenta Angius – è un rituale scandito da risonanze erranti, sospensioni incantate, urti esplosivi frammentati da silenzi siderali. Non più materiali, ma materia sonora che vibra in calibrate trasparenze acustiche». Alla stessa concezione naturalistica e rarefatta della musica si richiama Central Park in the Dark, in cui Ives accumula i suoni e le sensazioni percepite stando seduti in una calda sera d’estate su una panchina di Central Park a New York. «La poetica dei tempi multipli – spiega Angius – viene qui ricondotta a una spazialità e compresenza di eventi contrastanti: un flusso inestricabile di archi che fluttuano nel vuoto è interrotto dall’irruzione della realtà quotidiana (una banda chiassosa che suona in lontananza), mentre tutt’attorno viene evocata una natura notturna, quasi una pittura sonora, fatta di richiami ornitologici e suoni astratti quanto stilizzati».