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Sanremo 2020: Rai Pubblica Utilità, un Festival davvero di tutti

"Orgogliosi di un servizio pubblico che abbatte barriere"

“Un grande successo, non solo per gli ascolti e il grande spettacolo. A renderci orgogliosi di questa Rai è il fatto che il Festival sia stato accessibile come mai lo era stato prima, in particolare per le persone con disabilità visive e uditive. I servizi di audio descrizione e di traduzione nella lingua dei segni di Rai Pubblica Utilità sono la dimostrazione che essere Servizio Pubblico significa non solo essere inclusivi, ma anche abbattere le barriere. Ed è quello che continueremo a fare”. Così Rai commenta – in una nota - i numerosissimi riscontri positivi ricevuti sui servizi per le persone cieche e ipovedenti e per quelle non udenti che sono stati forniti durante le serate del 70° Festival della Canzone Italiana da Rai Pubblica Utilità. Per la prima volta e per circa 30 ore complessive, il Festival è stato audio descritto sul canale dedicato di Rai1 e su RaiPlay, con un lavoro che è iniziato già dieci giorni prima dell’inizio del Festival. Per l’interpretazione nella Lingua Italiana dei Segni, invece, sono stati impegnati ogni sera – dallo studio 4 di via Teulada a Roma – 14 performer e 8 interpreti Lis che hanno “tradotto” le parole del festival in gesti. Coinvolte, già dall’inizio di gennaio, una ventina di persone tra autori e addetti al servizio. Si stima che – complessivamente – i servizi di Rai Pubblica Utilità abbiano raggiunto una platea di due milioni di persone, anche attraverso il servizio di sottotitolazione.