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Passato e presente

Zanardelli. La svolta liberale

Quando muore, il Times lo definisce “un grande italiano”. Universalmente stimato per la sua coerenza, guida il Paese in una fase cruciale della sua storia e realizza riforme epocali. Eppure, Giuseppe Zanardelli (1826-1903) è una figura dimenticata della storia italiana che il professor Fulvio Cammarano e Paolo Mieli raccontano a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda venerdì 14 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nato a Brescia, nel 1848 Zanardelli si unisce ai patrioti risorgimentali che lottano per l’indipendenza dall’Austria. Dopo l’Unità d’Italia, eletto deputato nelle file della sinistra liberale, è più volte ministro, presidente della Camera e, infine, Presidente del Consiglio nel governo della “svolta liberale”, che apre la strada all’età giolittiana. Il suo nome resta però indissolubilmente legato al Codice penale da lui firmato nel 1889, che abolisce la pena di morte.