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Tg2-dossier: Bettino Craxi

Lo speciale ripercorre la vita, l'esperienza umana e politica del leader socialista

Sabato 11 gennaio alle 23.30 su Rai2 “Bettino Craxi”. Tg2 Dossier ripercorre la vita, l’esperienza umana e politica, l’ascesa e il declino del leader socialista, a vent’anni dalla sua morte ad Hammamet. I primi passi a Milano nella politica, gli anni della scalata nel partito (a cui diede una nuova identità riformista e che rilanciò facendosi largo tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista) e nel paese. Craxi fu il primo socialista a guidare per quasi quattro anni un governo. L’Italia era la quinta potenza industriale del mondo. Uomo forte della prima Repubblica, disegnò per primo anche la grande riforma delle istituzioni per modernizzare il paese. Ugualmente amato e contestato, venne travolto da Tangentopoli, dalle inchieste e poi dalle condanne. Una leadership politica che non può essere ridotta a un caso di cronaca giudiziaria. Testimonianze, retroscena, racconti su una figura che continua a dividere, che ha dato una svolta alla storia italiana.
Per Berlusconi “insieme a De Gasperi Craxi è stato l’unico uomo politico del dopoguerra a meritare di essere definito uno statista. Ha tentato di modernizzare le istituzioni e di creare una sinistra moderna lontana dalla ideologia comunista. Se glielo avessero permesso l’Italia sarebbe ora un paese assai migliore”.
Per Matteo Renzi “Craxi è stato uno dei pochi che hanno davvero provato a cambiare l’Italia. Così facendo si è chiamato l’avversione dei tanti che vogliono lo status quo”. “Vedere Craxi morire in quel modo, senza cure adeguate, credo – sottolinea ancora Renzi - sia stata una pagina triste non solo per la famiglia e per chi gli ha voluto bene, ma per l’intero sistema istituzionale italiano”.
Gherardo Colombo, uno dei magistrati del Pool Mani Pulite, ricorda come “le leggi si applicano a tutti allo stesso modo, e quindi dopo la prima condanna definitiva Craxi è diventato un latitante”.
Ciriaco De Mita afferma che “la strategia craxiana non era un’alleanza tra forze politiche, era la conquista del potere da parte sua”, ma (sostiene ancora De Mita) “nella parte finale l’alterazione del giudizio è stata ingenerosa. E’ come se uno che perde una partita viene messo in galera”.
Vittorio Feltri lo ricorda così: “Era diventato una specie di Schumacher in Formula Uno: nessuno riusciva ad essere alla sua altezza”, ma (riferendosi all’atteggiamento che tenne di fronte al referendum di Segni sul sistema maggioritario) Feltri aggiunge:”l’ora del coglione prende tutti e prese anche Craxi che era un fuoriclasse e iniziò un declino che poi fu accelerato da Mani Pulite”.
Claudio Martelli, a lungo suo delfino, afferma che “Craxi non è stato sconfitto dagli elettori. E’ stato sconfitto dai poteri forti, perché in Italia è scoppiata una guerra di potere tra l’89 e il ’93”.
Il ricordo della figlia Stefania, in particolare dell’ultimo periodo ad Hammamet. “Abbiamo osservato in quegli anni tradimenti, infingimenti, viltà. Per lui fu molto doloroso”. Ed ancora “Il tesoretto di Craxi è una maxi-balla, come lui disse della provvista Enimont. Oggi qualcuno se ne accorge, ma è un po’ tardi”.