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Genio & Sregolatezza. Cinquant'anni di storia d'Italia vista dagli artisti

Opera Aperta: dal dopoguerra al miracolo economico

“Genio e sregolatezza”. È la peculiarità, tutta italiana, di unire a indubbie qualità geniali, l’altrettanto nota idiosincrasia per le gabbie imposte dalle regole prestabilite. Ed è anche il titolo del nuovo ciclo "Genio & Sregolatezza. Cinquant'anni di storia d'Italia vista dagli artisti" che Rai Cultura propone in prima visione da lunedì 2 dicembre alle 22.00 su Rai Storia. La serie – realizzata con immagini delle Teche Rai e di altri archivi e da riprese in musei, Biennali e fondazioni d’arte - ripercorre gli eventi salienti che hanno caratterizzato la nostra storia negli ultimi cinquant’anni, mostrando al tempo stesso la capacità degli artisti italiani di esserne i testimoni più partecipi. Un percorso guidato da autorevoli storici, filosofi, critici, storici dell’arte e soprattutto artisti. Tra loro, Filippo Ceccarelli, Giovani De Luna, Paolo Baratta, Francesco Vezzoli, Flavio Caroli.
Il primo appuntamento è dedicato alla trasformazione della società italiana da Paese distrutto dalla catastrofe bellica a una delle prime nazioni europee, tra il 1958 e il 1968, e lo storico Giovanni De Luna spiega il passaggio dal dopoguerra a quello che è stato giustamente definito il “miracolo economico” italiano: “Oggi – dice - gli storici parlano di “miracolo economico”, proprio perché partendo da quelle condizioni di estrema povertà si era arrivati a essere la quinta potenza industriale del mondo. Per gli italiani questo vuol dire cambiare pelle, vuol dire accedere a dei consumi prima impensabili. Ma questa orgia di consumi arriva su un Paese che non era preparato neanche psicologicamente a gestire una trasformazione così rapida e così concentrata nel tempo”.
La conquista dello spazio cosmico, che inizia nel 1957 con il lancio in orbita dello Sputnik, intanto, viene interpretata in senso artistico come una rivoluzione espressiva senza precedenti. Artisti come Lucio Fontana firmano con altri i primi manifesti del Movimento spaziale, sedotti dai viaggi spaziali e dalla possibilità di mandare nell’etere il proprio messaggio artistico. Il 1964 è l’anno-simbolo della puntata: è infatti in quell’anno che viene inaugurata da Aldo Moro l’Autostrada del Sole, e avviene lo “sbarco” degli artisti Pop americani a Venezia in occasione della Biennale. E’ l’epoca della pop art romana e della Scuola di Piazza del Popolo. Gianfranco Baruchello e Alberto Grifi montano centinaia di frammenti di film di serie b americani per realizzare quel pastiche ironico e sovversivo intitolato “Verifica incerta”. Il critico Valérie Da Costa, infine, esamina la rilevanza dell’arte italiana al tempo della “società dei consumi”. La prima puntata termina alla vigilia della contestazione e dell’autunno caldo del 1969.