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L'impresa di Fiume

Sabato 5 ottobre alle 23.30 su Rai2, a Tg2 Dossier “L’impresa di Fiume”, la conquista della città contesa tra Italia e Jugoslavia portata a termine cento anni fa da Gabriele D’Annunzio alla guida di un pugno di volontari, soprattutto ex combattenti della Grande Guerra.
Il poeta soldato ne fa uno stato indipendente, con l’obiettivo di imprimere una svolta alla politica italiana considerata rinunciataria. Dà vita a una costituzione che introduce principi come la parità dei sessi, voto alle donne, il divorzio, la libertà di culto. Mesi vissuti avventurosamente, sfidando i governi d’Europa, carichi di slancio e di utopia, fino alla resa nel dicembre del 1920 quando Giolitti decise di intervenire con la forza.
Oggi nella città di Rijeka, dopo le persecuzioni da parte delle milizie comuniste di Tito e l’esodo del 1945, la comunità italiana si è ridotta a meno di tremila persone, è tutelata e ben integrata.
Tg2 Dossier ripercorre quel periodo con documenti, filmati e foto inedite, opinioni. Per Giordano Bruno Guerri  (Presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani) “fu una rivolta generazionale, una contro-società sperimentale che venne realizzata magicamente in quei sedici mesi”. Giuseppe Parlato (storico) sottolinea come “D’Annunzio vira a sinistra quando capisce che l’impresa non ha sbocchi.
La soluzione diventa un grande progetto di carattere politico e sociale che D’Annunzio lancerà al mondo”. “La Carta del Carnaro – secondo lo storico Enrico Serventi Longhi – fu una costituzione radicalmente di sinistra, libertaria, sindacale in cui si avanzava anche un’innovativa proposta di democrazia diretta e di riconfigurazione del sistema politico”.  Vojko Obersnel (Sindaco di Rijeka) afferma che  “D’Annunzio praticò a Fiume una politica nazionalista e sciovinista. La Carta del Carnaro è un documento avanzatissimo che ancora oggi potrebbe essere d’esempio a tutta l’Europa, ma che a Fiume non è mai stata concretamente applicata”. Maurizio Tremul (Presidente della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia) indica D’Annunzio come “un personaggio molto controverso, ma che porterà a Fiume un’innovazione fondamentale per il percorso democratico europeo”.