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Storie della Letteratura

Gli scrittori e la televisione: Andrea Camilleri

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“Con la televisione non puoi fare come col romanzo, cioè tornare indietro di una pagina e controllare. In televisione quello che viene detto passa e non viene ripetuto”. Così Andrea Camilleri rievocava il suo lungo rapporto con la televisione, i suoi generi e i grandi personaggi che hanno fatto la storia del piccolo schermo, nell’intervista del 2014 per il programma “Storie della letteratura”, che Rai Cultura propone venerdì 6 settembre alle 23.00 su Rai5 in ricordo dello scrittore nel giorno dell’anniversario della nascita. 
Nell’intervista, rilasciata a Gabriella D’Angelo in occasione del sessantesimo anniversario della nascita della televisione italiana, lo scrittore siciliano ripercorre le tappe cruciali del proprio lavoro artistico che, dopo un’intensa esperienza in radiofonia, lo porta dietro le quinte televisive rivestendo numerosi ruoli, ad esempio come delegato alla produzione delle prime otto commedie in tv di Eduardo De Filippo o come produttore esecutivo dello sceneggiato “Le inchieste del commissario Maigret”. “I primi sceneggiati sembrano essere una biblioteca di raffinata cultura – spiega Camilleri. – ‘I fratelli Karamazov’, ‘Delitto e Castigo’, ‘I Promessi Sposi’, sono dei capolavori della letteratura mondiale che vengono adattati per la televisione e questo faceva sì che, quasi contemporaneamente, gli editori rieditassero questi libri e quindi c'era già una rispondenza nella lettura e nell'allargamento della visione culturale degli italiani”. Lo scrittore si sofferma, inoltre, sul ruolo pedagogico del mezzo televisivo, strumento indispensabile per l’unificazione linguistica del nostro Paese. Le riflessioni sulla relazione tra lingua e dialetti arricchiscono l’analisi dello scrittore sul suo personaggio più amato, “Il commissario Montalbano”, una sintesi di scelte stilistiche e linguistiche ben precise sia su carta che sullo schermo.