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Prix Italia, record di numeri e presenze per la 71ª edizione a Roma

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E’ stata una edizione di grandi numeri quella del 71° Prix Italia organizzato dalla Rai, tornato a Roma dopo 26 anni. Per sua natura itinerante, il Prix Italia, nato a Capri nel 1948, è cresciuto nel corso degli anni e adesso conta una comunità composta da 65 broadcaster in rappresentanza di 37 paesi e assegna premi in 12 categorie tra i prodotti radiofonici, televisivi e web. Quest’anno alla comunità del Prix si sono aggiunti 17 nuovi membri e 2 nuovi partner internazionali: Tal (Television América Latina) e ABU (Asia-Pacific Broadcasting Union). Per le emittenti, nella categoria Radio, il premio conquistato al Prix equivale a un Oscar per il cinema.
Quest’anno sono stati 273 i programmi in concorso, per un totale di oltre 350 ore di ascolto/visione, in 390 file audio/video che hanno richiesto 1.081 lavorazioni di conversione, oltre a 1.228 file di documentazione a corredo. Settantaquattro i giurati dislocati in 10 giurie, che hanno poi concorso a selezionare i 66 programmi in shortlist provenienti da 29 broadcaster di 19 paesi. La cinque giorni romana ha visto, tra gli altri, la presenza del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, della sindaca di Roma Virginia Raggi, del vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori e di altri rappresentanti delle istituzioni oltre a direttori di giornali, relatori internazionali tra cui il direttore generale della Bbc Tony Hall, e i vertici Rai. Tra Mercati Traianei, Palazzo delle esposizioni, Casa di Rodi, gli accrediti per seguire i lavori sono stati circa 2000. Mentre le anteprime pubbliche di prodotti Rai - 8 tra fiction, cinema, programmi tv e per bambini, distribuite tra Casa del Cinema e Casa di Rodi - hanno visto la partecipazione di oltre 1000 persone. Quattordici i gruppi di lavoro internazionali con più di 400 partecipanti che si sono riuniti per più di 76 ore sui diversi temi dei media; undici le tavole rotonde con una durata di più di 20 ore totali, tutte in streaming, incluse due Lecture, quella del direttore generale della BBC e quella sul giornalismo investigativo.
Al Prix si è poi riunito l’Executive Board di EBU, che conta tra i suoi membri 11 direttori generali o presidenti dei broadcaster pubblici europei.
A tutto questo si è aggiunta la Giuria Studenti (creata in questa edizione del Prix) con 27 giovani giurati delle Università di Roma Tre, Sapienza e Tor Vergata, che hanno valutato i prodotti web.
Settanta ragazzi universitari dei tre atenei e della John Cabot sono invece stati coinvolti nel YLAB, realizzando 28 clip e 2 podcast per raccontare ai broadcaster il loro territorio. I ragazzi hanno anche raccontato il Prix Italia attraverso Roma3 Radio, Radio Sapienza e Tor Vergata con il Master in Economia, tutti attraverso i loro canali social.
Grande seguito anche per la striscia quotidiana della Tgr Lazio, che ha raccontato quotidianamente i lavori del Prix con ospiti e servizi, con uno share medio nella sua collocazione delle 14.50 del 6 per cento e con punte di 800 mila telespettatori.
Poi, RaiRadio  che si è vista e sentita in tutta la città grazie alle iniziative proposte con tutti i suoi canali a disposizione. Dalle trasmissioni in diretta di Radio1 alla festa finale firmata Radio2 Indie passando per il Silent Party di RadioLive all’appuntamento don il ‘Piotta’ a Piazza Trilussa, nel cuore di Trastevere. In mezzo l’omaggio ai 20 anni di Fahrenheit (Radio3) e gli appuntamenti con tutte le emittenti digitali, il Gr Parlamento con la visita alla Camera dei Deputati.