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Ghiaccio bollente

Billy Joel - The Bridge to Russia

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È toccato a Billy Joel tendere la mano alla Russia nel 1987 in un clima da Guerra Fredda. Nonostante altri artisti, come Elton John e James Taylor, si fossero già esibiti in Unione Sovietica, nessuno prima di lui l’aveva fatto con l’obiettivo di aprire una breccia culturale che potesse distendere i rapporti tra le due grandi potenze mondiali. Il documentario “Billy Joel - The Bridge to Russia” che Rai Cultura propone martedì 3 settembre alle 22.50 su Rai5, ripercorre quei giorni attraverso immagini, interviste dell'epoca, testimonianze dei protagonisti. Oltre a Joel, sfilano con i propri ricordi la ex moglie Christie Brinkley, i musicisti della band e gli attaché russi (KGB?) che hanno seguito ogni tappa della tournée. "Per quanto mi ricordo, il clima politico prevalente era di guerra fredda. L'unione Sovietica era il nemico e faceva paura. Avevo paura dei russi, li vedevo come dei monoliti, delle persone bellicose, desiderose di distruggere gli Stati Uniti”, ricorda il sassofonista Mark Rivera. E prosegue: “È come se Billy Joel avesse portato la prima tv a colori, difficile ritornare al bianco e nero dopo”. Dimostrò che la musica è un linguaggio potente e universale, più efficace nell'unire le persone di qualunque leader mondiale.