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Ecuba di Manfroce

In prima visione tv l'opera e, a seguire, "L'opera su misura"

La riscoperta più attesa della 45ª edizione del Festival della Valle d’Itria, la rara “Ecuba” di Nicola Antonio Manfroce, arriva in prima visione tv giovedì 12 settembre alle 21.15 su Rai5, ripresa da Rai Cultura. Lo spettacolo, andato in scena nell’Atrio di Palazzo Ducale a Martina Franca, vede protagonista nella parte di Ecuba, figura eponima anche della tragedia di Euripide, Lidia Fridman, giovanissimo soprano russo perfezionatosi all’Accademia di Belcanto “Rodolfo Celletti”. Con lei Norman Reinhardt (Achille), Mert Süngü (Priamo), Roberta Mantegna (Polissena), Martina Gresia (Teona), Lorenzo Izzo (Antiloco) e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati. Completano il cast Nile Senatore (un Duce Greco), allievo dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, e Giovanni Fumarola, nella parte muta di Ettore.
Sul podio è chiamato Sesto Quatrini – al quale gli unanimi grandi riscontri ottenuti a Martina Franca negli ultimi anni sono valsi l’inizio di una brillante carriera internazionale – che sarà alla guida dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari. Il grande maestro del teatro italiano Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi:  «secondo me le ragioni drammatiche di Ecuba – dice il regista – stanno tutte nel trauma vissuto dentro le mura di Troia quando Ettore muore: come se finisse il mondo, principalmente per Ecuba, ma anche per i cittadini. Per questo ho voluto la presenza del corpo per tutta la durata dell’opera. Ettore morto in scena dà un senso a tutta la storia: la sua presenza ricorda a tutti cosa è successo, chi sono tutti loro e chi è Achille nel momento in cui compare in scena per chiedere la mano di Polissena, con il corpo dell’eroe ancora caldo. La stessa Polissena è combattuta tra il ricordo del fratello morto per difendere la patria e l’amore per Achille che lo ha ucciso. Così tutto si sposta su un altro punto nevralgico – conclude il regista –: il vero nocciolo della questione è l’elaborazione di un lutto alla presenza del suo ricordo perenne, una specie di memento». Capolavoro di Manfroce, giovanissima promessa del teatro musicale italiano ottocentesco – morto suicida a 22 anni nel 1813, un anno dopo il debutto della sua opera in Italia – “Ecuba” è insieme ad “Alzira” uno dei pochi lavori compiuti del compositore originario di Palmi. Tragedia lirica in tre atti su libretto di Giovanni Schmidt, “Ecuba” è stata presentata a Martina Franca nell’edizione critica di Domenico Giannetta per le Edizioni del Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca” (2017). La regia televisiva è curata da Barbara Napolitano.
A seguire alle 23.05, subito dopo Ecuba, Rai5 trasmetterà “L’opera su misura”, un’intervista in prima visione al regista dell’opera Pier Luigi Pizzi che firma anche le scene e i costumi. Le riprese tracciano una personale storia del costume teatrale, ripercorrendo oltre 60 anni di carriera legati a produzioni storiche. Si parla anche di sartoria a sua volta rappresentata dalla maestria di Michele Latorre, artigiano pugliese (Martina Franca è uno dei distretti italiani del capospalla) con una grande passione per l'opera, creatore degli abiti indossati dai personaggi maschili del Matrimonio segreto.