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Wild Italy 4

Conflitti: quando la vita selvatica bussa alla porta di casa

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In Italia oggi ci sono un milione di cinghiali e, mentre almeno duemila lupi hanno ripreso possesso delle montagne, migliaia di daini e cervi assediano le città, insieme alle volpi, sempre più scaltre e invadenti, alle nutrie, accusate di demolire gli argini dei fiumi, agli insetti, veicolo di malattie potenzialmente pericolose, e agli stormi di uccelli, che devastano raccolti e riserve di pesca. Sono animali che appartengono a specie diverse, con qualcosa in comune: la capacità di adattarsi talmente bene alla convivenza con gli ambienti urbani e la società umana al punto da diventare un problema per gli equilibri ecologici, per gli altri animali, per l’uomo. Interamente girata su territorio italiano, la quarta serie di “Wild Italy”, che Rai Cultura propone da mercoledì 7 agosto alle 14.05 su Rai5, è dedicata ai vari aspetti di un tema di grande attualità, ovvero il rapporto sempre più stretto e sorprendente fra animali selvatici e uomo. Il primo episodio è dedicato agli equilibri che regolano le biodiversità. La vita dei fenicotteri dipende da quella di minuscoli crostacei, quella dei muschi dall’acqua polverizzata nel salto di una spettacolare cascata, quella del falco grillaio dagli insetti dei prati. Gli equilibri si basano su relazioni talmente fragili che basta poco per distruggerli. Gli anfibi sono gli animali maggiormente colpiti dal riscaldamento globale, le volpi, predatori un tempo belli, agili, amorevoli con i propri cuccioli, adesso devono affrontare un nemico subdolo, un micidiale parassita che scava nella loro pelle e le trasforma in fantasmi. Poco a poco gli ambienti naturali diventano sterili monocolture e deserti tecnologici e costringono la vita selvatica a cercare nuovi rifugi e nuovi spazi nel cuore del mondo abitato dagli uomini. Così gli animali entrano nelle città: Ingannati dalle immagini riflesse dagli specchi, eccitati dall'esuberanza dei nostri rifiuti, sedotti dalle luci artificiali, mammiferi e uccelli cercano di ritagliarsi uno spazio vitale accanto agli uomini, a dispetto degli uomini, grazie agli uomini, nel nuovo ecosistema artificiale che cresce anno dopo anno.