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"Fellini fine mai" presentato a Venezia

Parlano la direttrice di Rai Teche Maria Pia Ammirati e il regista Eugenio Cappuccio

“Molto si è detto su Federico Fellini, ma molto si può raccontare ancora. Episodi sconosciuti del suo cinema e della sua vita di uomo e di regista”. Eugenio Cappuccio, classe 1961, è il regista di “Fellini fine mai” il bel documentario, prodotto da Rai Cinema insieme con Rai Teche, alla 76a Mostra del Cinema di Venezia. Cappuccio, ha avuto la fortuna di essere un giovanissimo aiuto regista di Fellini nel film “Ginger e Fred” e dice: “Quando Maria Pia Ammirati mi ha proposto di realizzare il documentario su di lui, accettando, non potevo immaginare quante e che belle immagini avrei recuperato dalle Teche Rai. Ed è così, con immagini note e altre inedite, che seguendo l’insegnamento del grande Maestro, mi sono lasciato trascinare, senza un plot predefinito, nella creazione di ‘Fellini fine mai’. La chiave è stata partire da Rimini, dove Fellini è nato e dove io ho studiato- aggiunge in regista- che ha voluto raccontare le origini di Fellini e del suo cinema, aiutato da una voce fuori campo. L’intento era creare un punto di osservazione privilegiato su Fellini e sul suo complesso e ricchissimo mondo poetico e filmico che ho avuto la fortuna di vivere così intensamente all’inizio della mia esperienza lavorativa nel cinema – prosegue Cappuccio - scavando nei segni e nei percorsi che il ricchissimo repertorio che la Rai può fornire, il film si arricchisce di numerose testimonianze originali e preziose: tra queste Vincenzo Mollica, Antonello Geleng, Sergio Rubini, Francesca Fellini, Andrea de Carlo e Mario Sesti”. 
Il film - come spiega la Direttrice di Rai Teche Maria Pia Ammirati- “è nato dalla volontà di rendere omaggio al Maestro, (di cui nel 2020 ricorrerà il centenario della nascita) e farlo avvalendosi principalmente del più grande archivio audiovisivo italiano: quello di Rai Teche. Un patrimonio che - aggiunge Ammirati- è materia produttiva con molte storie da raccontare, non solo replica, effetto nostalgia o curiosità, non memoria inerte ma elemento rigeneratore, che rielaborato, diventa un nuovo racconto”. La Proiezione oggi alle 16,45 in Sala Volpi.