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Salone Libro: tutti in coda per Alberto Angela allo stand Rai

Record di pubblico per la presentazione di "Come eravamo"

Un pienone probabilmente mai visto allo stand Rai al Salone di Torino: è un Alberto Angela attesissimo quello che, intervistato dall’ Ad di Rai Com Monica Maggioni, presenta “Come eravamo”, una collana di Rai Libri in venti volumi che dagli Etruschi arriva all’unità d’Italia: la nostra storia raccontata attraverso la vita quotidiana di una famiglia. Alberto Angela parte diretto, e non ha bisogno di scaldare il pubblico che - in un silenzio rotto solo da grandi applausi - ascolta la “lectio” del grande divulgatore. “Quando ero a scuola – dice Angela -  cercavo le vie più dirette per presentare le cose perché essere diretti è importante. Non bisogna essere accademici perché si creano le distanze e un ricercatore, invece, le deve accorciare”. 
Parla della storia e del suo modo di raccontarla da “dentro” attraverso le persone. “Perché la storia - prosegue Angela- è fatta di persone. Quando inizio il racconto uso la penna come fosse una telecamera, giro l’angolo e non so cosa avrò davanti. Il mio è un racconto molto visivo”. Poi ammette di essere il primo lettore di sé stesso e tornando alla storia quella che racconta nei venti volumi spiega: “La storia è come una persona anziana che può dare consigli. Servire d’insegnamento”. Il racconto prosegue e spazia sui ritrovamenti archeologici di epoche diverse e sull’emozione che si prova di fronte ad essi. “Sono attimi speciali. Non sapremo mai – dice - chi ha usato quegli attrezzi, ma toccandoli l’emozione sale perché in quel preciso momento avviene una magia che fa incontrare mondi ed epoche diverse. Sono i tasselli di una storia che di uniscono”. E rispondendo a Monica Maggioni spiega il motivo del suo linguaggio semplice, diretto, fruibile: “Non amo i libri troppo complicati, non consentono di capire le cose. E’ come sedersi a tavola e mangiare male. In quel locale non si torna più. Invece io vorrei che chiunque si approccia a un mio libro lo consideri un “amico” da prendere e lasciare e poi, ritrovare. Insomma vorrei far amare, da tutti, il cibo per la mente”.