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Giro d'Italia

L'edizione 102 della corsa a tappe tutta in diretta dall'11 al 26 maggio

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Si riparte da qui. Da quel bacio, dolce e sincero, che Chris Froome stampa sul Trofeo senza Fine, il riconoscimento tangibile che ogni anno va ad impreziosire la bacheca del vincitore del Giro.

Quest’anno il britannico non ci sarà, ma non mancheranno, per questo, né i grandi protagonisti, come i vincitori del 2016 e del 2017, Vincenzo Nibali e Tom Doumoulin, o il campione del mondo, lo spagnolo Alejandro Valverde, né, soprattutto, le emozioni, i colpi di scena, lo spettacolo. Quello spettacolo che solo il Giro d’Italia sa offrire, in quella magica unione di sport e paesaggio, naturale e culturale. “E’ la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo”, disse Chris Froome l’anno scorso, ancora stravolto dalla fatica. Nulla di più sincero, nulla di più vero. Non c’è un altro paese che possa coniugare lo sport più popolare per eccellenza, durissimo ma bellissimo, anche nella sua brutalità, con il fascino dei suoi monumenti, delle sue città d’arte, delle sue montagne e dei suoi panorami.

Anche quest’anno, lungo i 3.518,5 km del tracciato, il Giro racconterà la fatica e il sudore, la vittoria e la sconfitta, il dolore e la gioia. Ma anche la rinascita, con l’arrivo a L’Aquila, dieci anni dopo il terremoto che la colpì al cuore alle 3:32 del 6 aprile 2009, e il genio: quello di Leonardo da Vinci, a cinquecento anni dalla morte e quello di Indro Montanelli, a centodieci anni dalla nascita, a Fucecchio. Perché il Giro è tutto questo, senza limiti, di tempo e di spazio.

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