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Ruggero Orlando, l'uomo di mondo

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Venticinque anni fa, il 18 aprile 1994, moriva a 87 anni Ruggero Orlando, giornalista e corrispondente della radio e della televisione italiana dal 1938 agli anni' 80, uno dei volti e delle voci più popolari della storia Rai. Un personaggio al quale Rai Cultura rende omaggio con il documentario di Enrico Salvatori “Ruggero Orlando, l'uomo di mondo”, in onda martedì 16 aprile alle 21.45 su Rai Storia per il ciclo “Italiani”, con un'introduzione di Paolo Mieli. A ricordare la sua vita è il figlio Raffaello, che ha reso disponibile gli archivi e gli oggetti personali del padre, a cominciare dalla macchina da scrivere, restaurata per l’occasione. Sono, invece, i giornalisti Gianni Bisiach (storico inviato Rai), Furio Colombo (corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa), Fabiano Fabiani (direttore del Tg dal 1966 al ‘69), Jas Gawronski (corrispondente a New York dal 1967 al ‘79), Lucio Manisco (corrispondente de Il Messaggero da New York dal 1953 al 1984) e la regista Maria Bosio, assistente di Ruggero Orlando dal 1968 al ’70, a ricordare episodi della vita professionale di Ruggero Orlando e a raccontare come svolgeva il suo ‘giornalismo parlato’. Ugo Intini e il direttore scientifico della Fondazione Nenni, Antonio Tedesco, inoltre, si soffermano alcuni aspetti inediti della militanza socialista di Ruggero Orlando, cominciata clandestinamente negli anni della Guerra.
Per la radio, Orlando è corrispondente da Londra, negli ultimi anni dell'Impero britannico, durante lo scatenarsi degli eventi bellici e del difficile dopoguerra, e sono anni che trasformano il cronista Ruggero Orlando in un esperto di politica internazionale. Per la televisione, è corrispondente da New York, 'Nuova York' come suole dire, da purista della lingua quale è. Arriva negli Usa il 26 novembre 1954, quando è in corso la preparazione l'ingresso dell'Italia nelle Nazioni Unite (ratificato il 15 dicembre 1955), e New York sta diventando la 'capitale del mondo'. E da allora, fino alla primavera 1972, Ruggero Orlando è il principale corrispondente per i servizi giornalistici RAI dagli Stati Uniti: con i suoi gesti e la erre moscia diventa 'personaggio', ma è riconosciuto da tutti, colleghi e pubblico, come un giornalista 'di razza', tra le poche firme autorevoli del 'giornalismo parlato'.
Attraversa, con le sue corrispondenze quotidiane, l’America di Eisenhower, Kennedy, Johnson e Nixon, racconta gli Stati Uniti negli anni della guerra fredda, del Vietnam, della segregazione razziale e delle missioni Nasa. L’apice della celebrità Ruggero Orlando la raggiunge proprio la sera del 20 luglio 1969, con il celebre “battibecco” con il collega Tito Stagno, sul momento preciso dell’allunaggio del modulo Lem della missione Apollo 11.
Dopo il pensionamento dalla Rai, Ruggero Orlando è deputato durante la sesta legislatura (1972-1976) per il Psi, firmando 37 leggi. Contrario alla riforma Rai, rientra in televisione come commentatore per il neonato Tg2, diretto da Andrea Barbato. Un provvedimento sui raggiunti limiti di età lo estromette dal notiziario nel 1979, ma compare sul piccolo schermo in qualità di conduttore. Dopo aver pubblicato la sua autobiografia nel 1990, muore a Roma a 87 anni, il 18 aprile 1994.