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Cartoons on The Bay: cosa guardano i ragazzi

Rai, France Télévisions, Bbc e Tv svedese a confronto

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Abbattere la discriminazione di genere e creare un prodotto locale che sia al tempo stesso esportabile sul mercato internazionale e sulle nuove piattaforme digitali. Sono le sfide lanciate stamattina a Cartoons on The Bay, a Torino, in un incontro dal titolo “Cosa guardano i ragazzi: strategie dei broadcaster pubblici nello scenario digitale”. “L’animazione deve essere internazionale” dichiara Pierre Siracusa, responsabile del Dipartimento Animazione, Bambini e Ragazzi di France Télévisions, “ma l’Europa deve creare un modello capace di tenere testa al dominio Usa”. “Nessun imperialismo francese” si schermisce, “al contrario una ricerca della diversità in salsa europea”. Un esempio? “Basta con le bambine in rosa che sognano di diventare principesse: diamo spazio ad altro”. 
“I produttori cercano di targettizzare il pubblico più giovane” gli fa eco dalla Svezia Linda Granath, responsabile del compartimento Acquisizioni Ragazzi di Svt. “Anche quando la ragazza assume ruoli di comando siamo di fronte a uno stereotipo che sarebbe meglio evitare”. “Troppo spesso i produttori fanno scelte conservative”, conferma Henrietta Hurford-Jones, responsabile dei Contenuti per Bambini e coproduzioni di Bbc Studios, che ribadisce: “Dobbiamo avere il coraggio di sperimentare”.
Innovare dunque, nelle forme e nel linguaggio, che oggi si devono adeguare alle nuove piattaforme. “I social media sono la strada da seguire” riconosce Linda Granath, “è lì che dobbiamo raccogliere nuove sacche di pubblico, perché spesso il nostro canale non più la prima scelta dei i ragazzi”. E sui contenuti l’obiettivo è alzare l’asticella. “Ieri Hbo e oggi Netflix ci hanno insegnato che possiamo proporre un racconto più ambizioso, lungo e stratificato” spiega Pierre Siracusa. 
“Credo ci sarà la necessità di prodotti più adulti, perché il gusto dei bambini sta crescendo” prevede il direttore di Rai Ragazzi Luca Milano, che afferma di voler rinforzare il settore “educational” e ribadisce l’importanza della coproduzione: “Generare un contenuto circolare con produzioni multilocali è di vitale importanza per tutti, anche per il settore dell’animazione”.