Lo sceriffo si è fermato a Eboli

AGGIORNAMENTO DEL 11/12/0013

Cosa è successo dopo l'inchiesta di lunedì scorso sulla sanità campana.

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collaborazione di Lorenzo Vendemiale
immagini di Francesco Morra e Tommaso Javidi


In Campania Covid-19 sembra essere stato ormai debellato, grazie alla politica di tolleranza zero dello “sceriffo” Vincenzo De Luca. E infatti il governatore durante l’emergenza ha visto schizzare alle stelle il suo consenso e i suoi numeri sui social, con le nuove elezioni regionali all’orizzonte. Ma fu vera gloria? E come è stata gestita l’emergenza? Il viaggio di Report nella sanità campana racconta di inefficienze pubbliche e vantaggi privati. 

NOTA DI SIGFRIDO RANUCCI DEL 04/06/2020 SU SCIOGLIMENTO ASL NAPOLI 1 E INFILTRAZIONE CAMORRISTICA

Vorrei rassicurare tutti. Non c'è alcun mistero sull'inchiesta andata in onda lunedì scorso sulla sanità campana. Ho dichiarato in uno studio che il ministro dell'Interno aveva dato il via allo scioglimento dell'Asl Napoli 1 per infiltrazione camorristica. Richiesta che avrebbe comunque dovuto passare, in base alla legge, il vaglio del consiglio dei Ministri. Ho dato un'informazione non esatta, perché il ministro Lamorgese sta ancora valutando. Come sempre quando Report sbaglia ammette il suo errore. Ho sbagliato e chiedo scusa ai telespettatori e come da legge ne darò conto nella prossima puntata. Per questo ho chiesto che venisse corretta l'informazione in puntata e sul nostro sito sito, perché non continuasse ad essere divulgata un'informazione sbagliata. Ma quello che è stato un gesto di correttezza deontologica è stato strumentalizzato. Questo è quanto vi devo. Ma per completezza d'informazione, e per questo non vorrei disturbare i sogni di chi alza cortine fumogene evocando solo la fake news, che i fatti riportati nella relazione della commissione che sono in attesa della firma del ministro, riguardano l'indagine della procura di Napoli, e che purtroppo è confermata nella sua gravità. Per rinfrescare la memoria di chi tenta invece di offuscarla ricordo le parole del procuratore capo Melillo su quanto trovato nell' indagine sulla Asl Napoli 1: "I giudici hanno riconosciuto l'esistenza di una associazione mafiosa denominata Alleanza di Secondigliano; è documentato il controllo mafioso al di là di ogni capacità personale di immaginazione, addirittura di una struttura sanitaria, l’ospedale San Giovanni Bosco, diventata una sorta di 'sede sociale' dell’organizzazione mafiosa.  Un luogo nel quale gli uomini del clan Contini controllano ogni aspetto, anche minuto, del funzionamento dell’ospedale: dalle forniture, alle assunzioni nelle ditte appaltatrici, persino le relazioni sindacali passano per la mediazione camorristica. Tutto quello che è documentato in questa ordinanza di custodia cautelare è stato realizzato senza che denunce di sorta arrivassero alle autorità”.  Questa è l'infiltrazione provata e documentata dai magistrati. Se poi questo è sufficiente per firmare uno scioglimento, appartiene a una decisione politica.


NOTE DEL 03/06/2020 

- Riceviamo da Ciro Verdoliva, Direttore generale Asl Napoli 1 Centro 

In merito alla puntata di Report (RAI 3) andata in onda in data 01.06.2020 e in particolare con riferimento a quanto dichiarato ovvero che “il ministro dell’Interno Lamorgese ha firmato il decreto di scioglimento dell’Asl Napoli 1”, a tutela dell’ASL Napoli 1 Centro, chiedo una netta smentita e che la stessa sia data con adeguata evidenza. 

Tale affermazione, che danneggia l’immagine dell’ASL Napoli 1 Centro e della sua direzione strategica, appare ancor più grave tenuto conto di quanto riportato da fonti del Viminale stesso e rilanciato da tutte le agenzie di stampa nel pomeriggio del 30.05.2020 che, ad ogni buon fine, si riporta: “Viminale, nessuna decisione ministro su Asl Napoli 1: in corso fase istruttoria su proposta scioglimento. (ANSA) - ROMA, 30 MAG - In merito a notizie di stampa, fonti del Viminale precisano che "nessuna decisione è stata assunta, fino ad ora, dal ministro dell'Interno in merito alla proposta di scioglimento della Asl Napoli 1. È ancora in corso al Viminale, spiegano le fonti, la fase istruttoria affidata agli uffici competenti. Si segnala peraltro che, a seguito dell'entrata in vigore del decreto legge 18/2020, che ha rimodulato i termini di tutti i procedimenti ex articolo 143 del Testo unico degli enti locali, il ministro dovrà eventualmente formulare la proposta al Consiglio dei Ministri entro il prossimo mese di dicembre”.

Una falsa notizia che rischia di produrre conseguenze gravi e che offende migliaia di lavoratori della sanità, medici e operatori sanitari, impegnati allo stremo in queste settimane a fronteggiare l’emergenza COVID-19. 

Ciro Verdoliva – Direttore generale Asl Napoli 1 Centro 


- In seguito alla puntata di lunedì scorso dedicata alla Sanità in Campania sull'emergenza Covid, ci ha scritto il direttore generale della Asl di Salerno, il dott. Mario Iervolino. Ha spiegato le sue motivazioni in merito alla decisione di spostare gli anziani malati di Covid dalle Rsa. Pubblichiamo con piacere la sua nota.   

Egregio Dott. Ranucci.

sono Mario Iervolino, il direttore generale della Asl di Salerno che ha trasferito dalla RSA Juventus di Sala Consilina i 33 pazienti anziani, positivi paucisintomatici, ad Eboli al Campolongo Hospital. Tale attività ripeterei senza remore, se contestualizzata al 30 marzo 2020, data in cui tali pazienti sono stati trasferiti da una struttura, la RSA, a bassa intensità di assistenza, ad un’altra, il Campolongo Hospital, a media intensità di assistenza.

Dopo una indagine ricognitiva veloce, così come imponevano le circostanze, sul territorio l’unica struttura che è risultata essere adatta ad accoglierli tutti, è stata unicamente il Campolongo Hospital. L’esigenza di trasferirli insieme è stata determinata da una valutazione di ordine psicologico, nei confronti di soggetti fragili e provati rispetto ai quali è sembrato opportuno adottare una decisione univoca.

Nel corso della vostra trasmissione del 25 maggio è stato sottolineato che in Lombardia si è perpetrato il grande errore di non spostare i pazienti positivi anziani dalle RSA, dove ne sono morti a centinaia, presso luoghi a più elevata assistenza. Noi, invece, l’abbiamo fatto.

Certamente sotto la lente di ingrandimento della Sua Redazione c’è l’accordo Regione Campania - Aiop, ma ascoltare unilateralmente sindacalisti che, verosimilmente, potrebbero avere posizioni politiche e/o ideologiche contrapposte, non lo ritengo veramente esaustivo. Sono stati riportati, da parte di qualche sindacalista, numeri inesatti circa i posti letto di terapia intensiva in Regione Campania ed in provincia di Salerno. Le cito i dati esatti: la Asl di Salerno in epoca pre-Covid aveva, su tutto il territorio provinciale, n. 58 posti di terapia intensiva. Ad oggi ce ne sono n. 110, di cui in attività circa n. 80.

Grazie per l’attenzione. Auguro buon lavoro a Lei ed ai Suoi Redattori.

 

Lo sceriffo si è fermato a Eboli

Cosa è successo dopo l'inchiesta di lunedì scorso sulla sanità campana.

 

Lo sceriffo si è fermato a Eboli - Aggiornamento del 08/06/2020

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