Collaborazione di Greta Orsi e Norma Ferrara
Montaggio e grafica di Giorgio Vallati
A Milano ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra si sono federate in un unico consorzio mafioso.
All’ombra della Madonnina, esponenti apicali delle tre più importanti organizzazioni mafiose pianificano insieme affari e agganci con la politica. Un sistema criminale che negli ultimi anni è riuscito a infiltrare settori economici e finanziari strategici del territorio milanese e sono riusciti a entrare in contatto con alcuni tra i politici lombardi più in vista di Fratelli d’Italia che attualmente ricoprono incarichi al governo e nelle istituzioni europee. Della cupola milanese trasversale alle tre mafie avrebbero fatto parte rampolli di antiche famiglie di cosa nostra lombarda, parenti stretti di Matteo Messina Denaro, capi delle locali di ‘ndrangheta ed emissari di un potente clan di camorra.
15 gennaio 2024: riceviamo e pubblichiamo la lettera di Susanna Messaggio
13 gennio 2026: Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e ne ha mandati a processo 45 nel maxi procedimento a carico di 145 persone, scaturito dall'inchiesta "Hydra" della Dda. Al centro del procedimento, una presunta "alleanza" tra affiliati di Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra in Lombardia per fare "affari", ossia sul cosiddetto "sistema mafioso lombardo". Il giudice ha riconosciuto la contestazione principale dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali.