di Sacha Biazzo
Collaborazione di Luigi Scarano e Cristiana Mastronicola
Immagini di Carlos Dias, Dario Parlapiano e Giovanni De Faveri
Ricerca immagini di Eva Georganopoulou
Montaggio di Andrea Masella
Grafiche di Giorgio Vallati
Tra Trump ed Epstein: affari, relazioni e zone d’ombra
Dopo il nuovo attentato a Donald Trump e la pubblicazione degli Epstein Files, Report ricostruisce la figura di Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente e fondatore dell'agenzia ID Models, attiva nello stesso circuito della Trump Model Management e della MC2 di Jean-Luc Brunel finanziata da Epstein. Le testimonianze della zia, dell'ex compagna Amanda Ungaro e di ex modelle abusate da Brunel restituiscono un ritratto inedito di Zampolli, fino all’audio di una telefonata esclusiva in cui indirizza una vittima di Harvey Weinstein verso l'avvocato che si scoprirà lavorare per la difesa del produttore cinematografico condannato per abusi. Report allarga l’inchiesta all'amico di Zampolli, Giuseppe Cipriani, oggi al centro di uno scandalo legato alla grazia ottenuta dalla sua fidanzata Nicole Minetti.
-La lettera inviata dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio
-La nota inviata da Paolo Zampolli
-La nota inviata dai legali di Minetti e Cipriani
- 4 maggio 2026: La nota inviata dai legali di Minetti e Cipriani
- 7 maggio 2026: La nota inviata dai legali di Minetti e Cipriani
3 giugno 2026: La Procura generale di Milano ha espresso un nuovo parere sulla richiesta di grazia per Nicole Minetti, confermando l’impostazione già adottata nelle precedenti valutazioni.
Dagli accertamenti svolti “risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito" sulla domanda di grazia di Nicole Minetti. Lo scrive il procuratore generale di Milano Francesca Nanni in una nota in cui dà conto che oggi sono state trasmesse al Ministero della Giustizia le risultanze delle nuove analisi.
Resta quindi invariato l’orientamento dell’ufficio giudiziario, che ribadisce le proprie conclusioni nell’ambito della procedura di clemenza concessa dal presidente della Repubblica lo scorso febbraio.