collaborazione di Norma Ferrara e Eleonora Zocca
immagini di Paolo Palermo
montaggio di Giorgio Vallati e Riccardo Zoffoli
Nuovi documenti esclusivi: Ranieri Guerra si vantava di aver censurato il rapporto Oms sull’Italia, con il supporto di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Organizzazione. Maggio 2020. Negli stessi giorni in cui Report denunciava le gravi problematiche dell’Oms e il mancato aggiornamento del piano pandemico, il direttore aggiunto dell’agenzia Onu dirigeva una campagna di censura per bloccare uno studio critico della gestione italiana della prima ondata Covid. Incontri riservati con i vertici del ministero della Salute, comunicazioni senza peli sulla lingua, accordi per riscrivere il testo del rapporto. Tra Ginevra, Roma e Copenaghen si sarebbe messo in moto un meccanismo per oscurare la verità, sino a oggi sempre negato dal ministro Speranza e dai vertici di Oms e Istituto Superiore di Sanità. Report può mostrare in esclusiva nuove prove che rivelano una realtà alquanto diversa dalla versione ufficiale sin qui raccontata al pubblico.
- La diffida inviata a Report dal legale di Ranieri Guerra
- La risposta di Silvio Brusaferro, presidente Iss, alla richiesta di intervista di Report
- La risposta di Christian Lindmeier, portavoce Oms, alla richiesta di intervista al direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus
12 maggio 2026: presso il Tribunale Penale di Roma si è tenuta l’udienza conclusiva nell’ambito del procedimento per il mancato aggiornamento del piano pandemico nei confronti di Ranieri Guerra, Giuseppe Ruocco e Maria Grazia Pompa, già dirigenti del Ministero della Salute. Il Gup si è pronunciato dichiarando la prescrizione dei reati contestati ai tre imputati, i cui legali invece avevano chiesto l'assoluzione nel merito.
La decisione è stata accolta con sconcerto e delusione da parte dei numerosi parenti delle vittime del Covid-19 presenti in tribunale, molti dei quali aderenti all’associazione #Sereniesempreuniti, già ammessa parte civile. Il team legale dei familiari, guidato dall'avv. Consuelo Locati, ora attende le motivazioni della sentenza per valutare ulteriori iniziative giudiziarie in altra sede.