collaborazione di Alessia Marzi
A settembre scorso vengono arrestati i due contabili della Lega di Matteo Salvini, Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, con l'accusa di peculato e turbativa d'asta. Al centro dell'inchiesta che li vede coinvolti, c'è l'acquisto per 800 mila euro della nuova sede della Lombardia film Commission, un capannone a nord di Milano. L'operazione immobiliare sembrava impeccabile, quando lo scorso anno Report ci mette il naso, però, emergono un bel po' di anomalie. Dopo l'inchiesta "I commercialisti" del 10 giugno 2019 arriva in redazione la telefonata dal Brasile di un uomo che sostiene di aver partecipato anche lui all'operazione immobiliare e di sapere parecchie cose che riguardano i fondi per la campagna elettorale del Capitano. L'uomo al telefono si chiama Luca Sostegni, fa il prestanome e, dopo mesi di ricerca, lo incontriamo a Montecatini. In un'intervista esclusiva ai microfoni di Report, spiega come avrebbe girato buona parte dei soldi della vendita del capannone su una società panamense con i conti in svizzera. Luca Chianca si mette così sulle tracce di questa società, arrivando fino a Prado, in Brasile.
- In esclusiva il memoriale di Luca Sostegni
13 dicembre 2024: Il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba, ex revisore dei conti per il partito al Senato edex presidente della Lombardia Film Commission, è stato assolto "perché il fatto non sussiste" dalla Corte d'Appello di Milano dalle accuse di peculato e false fatturazioni sul caso relativo alla società Areapergolesi, un filone scaturito dall'inchiesta milanese per peculato e turbativa sulla vicenda Lfc. Nel filone principale Lfc Di Rubba, il 23 aprile scorso 2024, è stato condannato in appello a Milano a 4 anni, 6 mesi e 20 giorni e l'udienza in Cassazione, dopo il ricorso della difesa,si terrà a gennaio. Nel caso Areapergolesi, invece, in primo grado era stato condannato con rito abbreviato a 2 anni e 10 mesi.
26 gennaio 2026: La Corte d'Appello di Milano, nel processo di secondo grado 'bis', ha rideterminato la pena, abbassandola da 4 anni e 6 mesi a 2 anni e 8 mesi, per il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba, all'epoca presidente di Lombardia Film Commission ed ex direttore amministrativo del gruppo al Senato del Carroccio, nel processo sul caso della compravendita, tra 2017 e 2018, di un capannone a Cormano, nel Milanese, acquistato dalla Lombardia Film Commission e con cui sarebbero stati drenati, sosteneva l'accusa, 800mila euro di fondi pubblici.
La pena per Andrea Manzoni, anche lui ex revisore contabile per il partito in Parlamento, è stata portata da 3 anni a 2 anni e 5 mesi. La Cassazione, infatti, il 15 gennaio 2025 aveva confermato l'imputazione di peculato a carico dei due imputati, ma con il verdetto era caduta l'altra imputazione, quella di turbativa, per "intervenuta prescrizione", ed era stata, dunque, annullata con rinvio la sentenza di secondo grado per rideterminare in un appello bis la pena per il peculato.Assieme al peculato erano state confermate anche le "statuizioni risarcitorie" che erano state decise dalla Corte d'Appello milanese a favore delle parti civili, ossia il Comune di Milano, con l'avvocato Marco Dal Toso, e Lfc, col legale Andrea Puccio. I giudici oggi hanno, dunque, rideterminato le pene per i due imputati, con prevalenza delle attenuanti generiche e con revoca delle confische su due immobili che erano stati sequestrati nelle indagini della Procura e anche della misura accessoria interdittiva professionale. Le difese potranno ricorrere ancora in Cassazione.
24 febbraio 2026: “Deve ritenersi pienmente accertata la materialità del fatto” di peculato, perché la Cassazione ha già “riconosciuto l’esistenza di un accordo collusivo ” tra Alberto Di Rubba,
Andrea Manzoni, Michele Scillieri e Francesco Barachetti per “pilotare la procedura di selezione dell’immobile di Cormano”e per “appropriarsi, tramite consulenze fittizie e retrocessioni di denaro, di parte dei fondi pubblici erogati da Regione Lombardia” alla Fondazione Lombardia Film Commission. Lo scrive la Corte d’Appello di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui, il 26 gennaio, nel secondo grado bis ha rideterminato la pena, abbassandola da 4 anni e 6 mesi a 2 anni e 8 mesi, per il tesoriere della Lega Alberto Di Rubba, all’epoca presidente di Lombardia Film Commission ed ex direttore amministrativo della Lega al Senato, nel processo sul caso della compravendita, tra 2017 e 2018, di un capannone a Cormano, nel Milanese, acquistato da Lfc e con cui sarebbero stati drenati 800 mila euro di fondi pubblici.