Dopo la firma del piano di pace di Donald Trump, Gaza viene nuovamente bombardata, come mostrano le immagini girate nella Striscia all’indomani dell’accordo. L’inchiesta di Report segue gli effetti del piano tra Stati Uniti, Cisgiordania e Israele, ricostruendo pressioni religiose e politiche, l’avanzare delle annessioni, le tensioni sul gas offshore conteso e il ruolo dell’ENI nelle partnership energetiche con Israele. Le testimonianze di esperti, giuristi e analisti delineano i rischi geopolitici ed economici del dossier Gaza Marine, mentre la storia della diciassettenne Shireen Abu Al-Kas riporta alle conseguenze umane del conflitto.
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Le risposte di ENI
24 marzo 2026: Eni si ritira dal consorzio per le esplorazioni di gas del giacimento del cosiddetto Blocco G in zona economica esclusiva palestinese, al largo della Striscia di Gaza
La società italiana ENI East Med si è ritirata dalla partnership per l'esplorazione di gas nelle aree antistanti la Striscia di Gaza: Eni lascia i partner Ratio Energies e Dana Petroleum. La decisione, maturata a causa delle crescenti preoccupazioni per la sicurezza legate al perdurante conflitto nella Regione, segna un cambio di rotta rispetto agli accordi presi nell'ottobre 2023, quando il gruppo si era aggiudicato i diritti di esplorazione tramite gara d'appalto. Con l'uscita di Eni, il ruolo di operatore tecnico passerà a Dana Petroleum, che insieme a Ratio punta ad attivare le licenze nel secondo trimestre del 2026.
Eni ci ha confermato che il ritiro dal consorzio aggiudicatario del Blocco G è da iscriversi "nel quadro della razionalizzazione e diversificazione strategica delle proprie attività Upstream”.