il giro d'italia

22-04-2019 18:15

Azzurri verso i Mondiali

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22-04-2019 18:15


Azzurri verso i Mondiali

Cassani: "Percorso tosto, lo immaginavo più tenero"


Il ct dell'Italciclismo Davide Cassani ha concluso la ricognizione, avvenuta nella mattinata di oggi, sul percorso dello Yorkshire, in Gran Bretagna, che il prossimo 29 settembre assegnerà il titolo iridato per la categoria élite.

Per questo sopralluogo che ha permesso di raccogliere le prime impressioni, il ct ha voluto Alberto Bettiol (Ef Education First), neo vincitore del Giro delle Fiandre, Sonny Colbrelli (Bahrain-Merida), il campione europeo Matteo Trentin(Mitchelton-Scott) e il plurimedagliato Elia Viviani (Deceuninck - Quick Step).

"Abbiamo realizzato una ricognizione in particolare sulla parte finale del percorso ed in onestà pensavo fosse più 'tenero' - ha raccontato Cassani dopo aver ispezionato la prima parte del percorso e, in particolare il circuito che misura 14 km e sarà ripetuto dagli élite 7 volte - Il circuito presenta due strappi di cui uno abbastanza impegnativo ed un arrivo leggermente in salita. Non è per velocisti puri ma per uomini che sanno anche recuperare”.

E proprio oggi, a due anni dalla scomparsa di Michele Scarponi, il ct Cassani ricorda lo straordinario atleta marchigiano: “Guardo gli azzurri oggi in ricognizione sul percorso e non posso fare a meno di pensare a Michele - ha ammesso - All’ultima volta che abbiamo parlato di mondiali, di nazionale e quel sorriso non lo dimenticherò mai”.

"Circuito tosto – dice Sonny Colbrelli – Non è per velocisti puri ma per passisti. Prima di entrare nel circuito ci sono tre salite a cui segue una fase centrale dove si può respirare un poco. Pensare ad un ipotetico arrivo? Potrebbe esserci un arrivo di 10/15 corridori. Vista la presenza di molti punti chiave, sarà proprio il percorso a fare selezione".

"E’ un circuito veramente duro perché nervoso con sali e scendi continui – sottolinea Matteo Trentin - C’è una salita decisiva che può fare la differenza. E’ un percorso da Classiche del Nord con molte variabili: la prima parte con strade ampie poi diventa nervoso ed è necessario saper recuperare bene. Mi piace. Molto. Sia nel chilometraggio sia nella morfologia. Sarà un mondiale molto interessante".

"Quando entri nel circuito mancano ancora 98 km all’arrivo – mette in evidenza Alberto Bettiol – ed hai già nelle gambe le tre salite e la strada percorsa con l’asfalto ruvido tenendo in considerazione l’incognita del meteo. Poi ci si immette nel circuito che è impegnativo. Sì, è un mondiale duro. Un percorso che richiama le classiche del Nord dove è necessario saper dosare le energie, essere sempre concentrati, tentare il più possibile di stare davanti per non fare fatica nei ranghi inferiori.

Duro anche per il chilometraggio: occorre fondo. Più duro di quello di Bergen nel 2017. Il percorso mondiale 2019 è davvero esigente". “Il circuito è nervoso. Strappi. Sali e Scendi, non un attimo di respiro. E a 6/7 km dal traguardo c’è l’ultima salita. Se si sommano i chilometri realizzati per immettersi nel circuito e quelli del circuito, sì, certo è un mondiale che nel complesso è duro e nervoso.

Dopo la Milano-Sanremo è la corsa più lunga. C’è da considerare anche questo: il chilometraggio ed in più l’incognita del tempo. Richiama molto le Classiche del Nord – afferma Elia Viviani che chiude le sue impressioni mettendo un accento sull’arrivo - E' un arrivo per pochi”.