18/06/2024
24/05/2010

Israele e la
bomba sudafricana

Nel 1975 Israele avrebbe cercato di vendere al Sudafrica dell'apartheid alcune testate nucleari. Risulterebbe da un documento pubblicato dal quotidiano inglese "The Guardian"

1975, mentre  tra Usa e Urss la Guerra Fredda si sta “ammorbidendo” Israele avrebbe cercato di vendere al Sudafrica testate nucleari. E’ quanto pubblica il quotidiano The Guardian, in un articolo in esclusiva che ha il valore di un documento. Uno studioso americano infatti avrebbe fatto una scoperta inquietante.

Secondo quanto si legge nel quotidiano inglese, il Sudafrica in pieno apartheid, avrebbe avuto da Israele la proposta di acquistare le proprie testate nucleari. Il Guardian mostra le copie dei documenti firmati da Shimon Peres, attuale presidente israeliano, all’epoca Ministro della Difesa, con l’allora omologo sudafricano PW Botha, che comproverebbero, per la prima volta in forma ufficiale, che Israele sarebbe in possesso di testate atomiche.

Il testo a cui si riferisce il quotidiano britannico, rappresenta di fatto il resoconto di una serie di incontri tra alti responsabili dei due paesi, cominciati il 31 marzo 1975: nel loro primo colloquio, i funzionari dello stato ebraico "offrirono formalmente di vendere al Sudafrica alcuni dei missili di Gerico con capacità nucleare, facenti parte del proprio arsenale". Poco più di due mesi dopo, il 4 giugno, Botha e Shimon Peres si incontrarono a Zurigo. "Il ministro Botha espresse interessamento per un numero limitato di Chalet" (arsenale nucleare ndr) e il ministro Peres diede la sua disponibilità a trattare offrendone in "tre taglie differenti".

Il documento, che gli israeliani avrebbero voluto non fosse declassificato, è stato invece scoperto da uno studioso americano, Sasha Polakow-Suransky, durante una sua ricerca sulle relazioni tra Israele e Sudafrica in vista della pubblicazione del libro "L’alleanza non dichiarata: l’alleanza segreta di Israele con il Sudafrica dell’apartheid".

Un documento sconvolgente sotto molti aspetti, non soltanto perché Israele non ha mai ammesso ne smentito ufficialmente di possedere armi atomiche ma soprattutto perché immaginare lo stato ebraico trattare affari con il Sudafrica dell’apartheid, se confermato,  sarebbe qualcosa che lo stesso popolo israeliano difficilmente potrebbe digerire anche a distanza di 35 anni.