21/05/2024
05/05/2012

Giappone, atomo addio

TOKYO - Stop anche all’ultimo reattore ancora attivo su 54. Dopo Fukushima le radiazioni e le evacuazioni di massa avevano moltiplicato le paure al punto che, sulla scia della protesta, dallo scorso anno tutte le centrali ferme per controlli di routine non sono più ripartite. Forti gli interrogativi su quale politica energetica attuerà adesso il Paese

fuku“Sayonara genpatsu” (Addio alle centrali nucleari), “Mai più Fukushima”. Questi alcuni degli slogan gridati da decine di migliaia di manifestanti nei cortei che in queste ore attraversano il Giappone. A Tokyo è una marea umana quella che scorre nel cuore della città e lambisce sedi dei ministeri e il quartier generale di Tepco, reticente gestore della centrale di Fukushima.

Per la prima volta in 42 anni, il Giappone rinuncia all’ energia elettrica generata dall'atomo. Una decisione che arriva a poco più di un anno dalla catastrofe causata dal terribile sisma/tsunami che per settimane mise il Giappone in ginocchio. Lo stop dei reattori, obbligatorio ogni 13 mesi, per effettuare i controlli ordinari, da oltre un anno si è intrecciato alla crisi di Fukushima, la peggiore emergenza dopo Cernobyl. 

La perdita di radiazioni e le evacuazioni di massa hanno moltiplicato le paure nell'opinione pubblica sulle centrali nucleari al punto che, sulla scia della protesta, dal marzo dello scorso anno tutte le unità ferme per controlli di routine non sono più ripartite. Forti gli interrogativi su quale politica energetica avvierà adesso il Giappone: se quella tradizionale basata sulle centrali a combustibile fossile o sulle energie alternative rinnovabili. Di sicuro la potenza mondiale non si farà trovare impreparata sulle scelte anche draconiane da adottare nell’immediato.