18/05/2024
24/02/2011

"I rivoltosi sono
uomini di bin Laden"

Muammar Gheddafi, mentre starebbe per preparare la sua fuga, torna a parlare e lo fa intervenendo telefonicamente alla tv libica. Il colonnello è un fiume in piena e si scaglia contro i giovani che vogliono rovesciarlo. “I rivoltosi sono manipolati da Osama bin Laden e dovrebbero essere giudicati secondo la legge libica"

Muammar Gheddafi, mentre starebbe per preparare la sua fuga, torna a parlare e lo fa intervenendo telefonicamente  alla tv libica.

Il colonnello è un fiume in piena e si scaglia contro i giovani che vogliono rovesciarlo. “I rivoltosi sono manipolati da Osama bin Laden e dovrebbero essere giudicati secondo la legge libica. Non ci deve essere misericordia verso Bin Laden e i suoi uomini" ha detto Gheddafi. Poi ha ordinato "a ogni famiglia di andare a cercare i propri figli e di riportarli a casa", che drogati vanno a combattere. E poi si discolpa, dicendo che il suo governo "non usa le armi contro la gente innocente".

Ha inoltre definito quella in corso in Libia "una farsa, una farsa a cui dovremmo porre fine, una farsa portata avanti dai giovani".

Nel suo discorso tv il leader libico ha messo in guardia da un "intervento militare americano in Libia con la scusa di combattere al Qaida. Gli Usa dicevano che dietro Saddam c'era Al-Qaeda e hanno attaccato l'Iraq. Poi la Nato ha attaccato anche l'Afghanistan e il Pakistan. Ora gli americani potrebbero venire anche da noi con la scusa che ci sono i terroristi di Al-Qaeda".

Poi la minaccia all’Europa: "se la situazione peggiorerà si interromperanno i flussi di petrolio".

Nel corso del collegamento telefonico, che si è interrotto bruscamente, il colonnello ha espresso le sue condoglianze per le vittime degli scontri dei giorni scorsi e a proposito della sua permanenza al potere in Libia e ha ricordato che "la regina Elisabetta in Gran Bretagna è al potere da più tempo di me, ma a lei non accade nulla".

Intanto continuano le violenza. Le organizzazioni non governative fanno sapere che gli esponenti dei "comitati rivoluzionari" al soldo di Muammar Gheddafi  fanno irruzione negli ospedali di Tripoli e uccidono i feriti che hanno manifestato contro il regime.