28/05/2024
04/06/2009

"Un mondo
in pace"

Getta le basi di un radicale cambiamento il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in visita in Medio Oriente.


"Un nuovo inizio", "nel rispetto reciproco". Getta le basi di un radicale cambiamento il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in visita in Medio Oriente. Nel suo discorso pronunciato al Cairo, nel palazzo dell'università appositamente rimesso a nuovo, ha tracciato nuove prospettive nei rapporti tra gli Usa e il mondo musulmano. Un discorso destinato alla storia.

Basta con l'odio. Il presidente dell'Usa tende le mani agli islamici, affermando la necessità di non sentirsi in competizione. Il suo discorso tocca vari argomenti, ma il lait motiv è sempre la libertà e la pace. "La libertà di religione è centrale per la possibilità dei popoli di vivere insieme. Dobbiamo sempre esaminare i modi in cui possiamo proteggerla".

Obama ha sottolineato la necessità di superare gli stereotipi: quelli dell'Occidente nei confronti dell'Islam, ma anche quelli nei confronti dell'America. "Perché siamo una società che nasce dalla ribellione ad un impero - ha detto il presidente Usa -, una nazione in cui tutti hanno la possibilità di realizzare se stessi. C'è un pezzo di mondo musulmano in America e noi abbiamo sempre fatto di tutto per difenderne le prerogative e i diritti. In ognuno dei nostri Stati, ad esempio, c'è una moschea".

"Gli eventi in Iraq hanno ricordato all'America la necessità di usare la diplomazia e creare consenso internazionale per risolvere i nostri problemi ogni volta che è possibile".

"Barack Obama ha parole per il popolo palestinese: "il popolo palestinese sta vivendo una situazione intollerabile. L'America non voltera' le spalle alle legittime aspirazioni palestinesi alla dignita', opportunita' ed uno Stato proprio". I palestinesi devono abbandonare la violenza - ha detto obama - Israele deve riconoscere il diritto della Palestina di esistere".

E la pace l'obiettivo da perseguire, per il presidente americano. Non rinnega la lotta al terrorismo, ma ha da ridire sulla guerra in Irak.