30/05/2024
04/09/2009

Il mondo ci guarda

I giornali di tutto il mondo accendono i riflettori su quanto succede in Italia. Dal Ny Times a El Pais, da le Figaro all'Economist, la stampa internazionale prende nota di quanto succede nel Bel Paese

New York Times 4 settembre 2009


Un Direttore di giornale si dimette a causa di accuse legate alla figura di Berlusconi.
Per mesi, il posato quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana Avvenire è rimasto alla larga del principale tema di conversazione, ovvero la piccante vita privata del Primo Ministro Silvio Berlusconi.
Ma quando i lettori si sono lamentati del fatto che forse il giornale cattolico aveva il dovere morale di  denunciare il divorzio, le frequentazioni di ragazzine, i party bordo piscina con ospiti nudi e le registrazioni nelle quali si chiedeva ad una prostituta di "aspettarlo nel letto di Putin" mentre faceva una doccia, il direttore ha iniziato a farsi sentire.
"La gente ha compreso il disagio, la mortificazione, la sofferenza che questo arrogante ignorare la sobrietà ha causato alla Chiesa Cattolica" Così scriveva Dino Boffo il mese scorso.
Giovedì il signor Boffo non aveva più il suo posto di lavoro.
Verso la fine della settimana scorsa  "Il Giornale", quotidiano di proprietà del fratello di Mr Berlusconi, ha definito Boffo "un omosessuale noto ai servizi segreti italiani" imputato in una causa per molestie sessuali. L'attacco de Il Giornale si è allargato giovedì scorso, con un altro articolo indirizzato alla stessa Chiesa Cattolica, che prendeva di mira non solo l' ipocrisia dei preti "sessualmente attivi" dalla "carne debole", ma anche l'accento "mitteleuropeo" di Papa Benedetto XVi, appunto, tedesco
La lezione: nessuno può interferire con Silvio Berlusconi, nemmeno la Chiesa.
Così il più autorevole quotidiano degli Stati Uniti affronta la vicenda italiana che tanto ha fatto scalpore. "Un giornalista italiano è l'ultima vittima" del Presidente del consiglio, dice di Boffo il News York Times.

"Le denuncie sessuali obbligano un direttore a dare le dimissioni". L'attacco a Dino Boffo è stato visto come prova di forza nel confronto tra Vaticano primo Ministro. Commenta così l'Independent, riferendo inoltre che ilm Premier "cerca di censurare un film sulla sua vita amorosa".

L'Economist, titola su "Superman colpisce ancora", riportando le dichiarazioni dell'altro giorno in cui il premier ha negato di essere "malato", come aveva indicato per prima sua moglie Veronica annunciando la richieta di divorzio, dicendo: "Basta guardare a quel che ho fatto in 15 mesi di governo per capire che non sono in cattiva salute, sono Superman". Critica tra l'altro l'intervento del Premier contro la Commissione Europea.

Anche i giornali spagnoli parlano di Berlusconi,s offermandosi sulla libertà di stampa. El Pais scrive "Berlusconi pericolo pubblico" e critica la richiesta di risarcimento del Premier all'Unità, mentre l'Abc riporta il commento dell'Unità che paragona l'iniziativa "al tentativo di chiudere il nostro giornale durante il fascismo".

Financial Times
Il giornale di Berlusconi rivendica la vittoria

Un quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi ha cantato vittoria ieri dopo che alcuni suoi articoli hanno portato alle dimissioni del direttore del quotidiano dei vescovi, che era diventato uno dei maggiori critici di Silvio Berlusconi, Primo Ministro e magnate dei mezzi di informazione.
Dino Boffo, direttore del quotidiano Avvenir, di una tv cattolica e di una emittente radio, ha rifiutato l'accusa da parte dei media di essere un omosessuale coinvolto in una vicenda di molestie sessuali finita in tribunale, ed ha ribattuto dicendo di non tollerare più questi attacchi. Il Giornale, di proprietà di un fratello del primo ministro, ha lodato il direttore in carica Vittorio Feltri. Il signor Feltri aveva accusato Boffo di ipocrisia nei confronti del Primi Ministro.

E i francesi le Figaro e Le Monde si soffermano sul tentativo di mettere a tacere i portavoce dell'Ue.

"Comunione e decapitazione", titola il Manifesto. "Lo scenario politico degli ultimi anni sta arrivando a consunzione. Non sarà facile metterne alla luce uno più decente tanta è la bassezza, istituzionale e culturale, in cui siamo per responsabilità di molti, forse di tutti, scrive Rossana Rossanda.
Per La Stampa, Boffo getta la spugna.

"Il grido di ribellione di Boffo", sottolinea l'Unità. "Ora basta mi dimetto."