19/05/2024
22/09/2010

Pena di morte
“due pesi, due misure” 

Respinto l'appello per salvare Teresa. La disabile condannata a morte verrà giustiziata domani ed è bufera

Domani una donna morirà in Virginia, negli Stati Uniti, le faranno un’iniezione letale. La Corte Suprema Usa ha rifiutato di sospendere l'esecuzione di Teresa Lewis, prevista per domani alle 21 nel centro correzionale di Greensville. Sarà la prima esecuzione di una donna, dopo quasi cento anni, in Virginia, da quando nel 1912 venne giustiziata una 17enne.
La 41enne Lewis è stata condannata a morte per complicità negli omicidi del marito Julian e del figliastro Charles C.J Lewis, uccisi nel 2002 per incassare i soldi una polizza assicurativa da 250mila dollari, e poi fuggire con l'amante. Il difensore della donna ha affermato: "Siamo profondamente delusi. Una persona buona e onesta sta per perdere la vita a causa di un sistema che non funziona".
Attraverso una perizia psichiatrica, alla donna è stato riscontrato un quoziente intellettuale al limite del ritardo mentale, elemento che aveva portato la difesa a supporre che la donna fosse stata manipolata dai suoi complici, esecutori materiali del delitto, condannati all'ergastolo. La donna, condannata all'iniezione letale, si è dichiarata colpevole, e ha espresso il suo pentimento per l'azione commessa.
E intanto è il presidente iraniano Ahamadinejad non perde occasione per  alzare la voce sulla questione, dicendo che gli Stati Uniti, che si sono sollevati contro l’esecuzione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, non hanno mosso un dito verso Teresa Lewis, secondo il classico schema di “due pesi, due misure”.