25/05/2024
23/08/2011

Preso il compaund
ma di Gheddafi
...solo la statua

I ribelli hanno conquistato gran parte dell'area fortificata di Bab al Aziziya. Ora stanno perquisendo stanza per stanza. Del dittatore libico nessuna traccia se si esclude una statua che lo raffigura e che è stata 'decapitata'

I ribelli sembrano ormai avere conquistato quasi tutto il quartiere fortificato di Bab al Aziziya, dove potrebbe essere nascosto Muammar Gheddafi, che ora è ricercato "stanza per stanza". Anche se per il momento di lui non ci sono tracce.

Non si sa ancora, d'altronde, cosa si cela nella parte più nascosta del compound, dove secondo alcuni potrebbe esserci un bunker sotterraneo e forse, a sentire i capi dei ribelli, addirittura tunnel sotto terra da cui fuggire verso il mare.

A due giorni dal loro ingresso nella capitale libica, le forze anti-regime hanno dunque portato a termine con successo l'assedio al compound del Colonnello, uno dei simboli più forti del suo potere. Da icona del suo potere, Bab al-Aziziya è diventata ora il simbolo della sua caduta.

E a proposito di simboli, come già fu per Saddam in Irak, la foto della statua decapitata del rais sarà una di quelle immagini che resteranno nella storia della sollevazione polpolare libica.

In questo momento è in corso una pesante contro offensiva delle forze fedeli a Gheddafi che, dall'interno del bunker, stanno tentando di respingere gli insorti. ci sarebbero diverse vittime da ambo le parti.

La giornata era cominciata con la ricomparsa di Saif al Islam, secondogenito del rais fino a quel momento ritenuto prigioniero delle forze ribelli.

Che sia riuscito a sfuggire ai ribelli o non sia mai stato catturato resta un mistero. Il Cnt, il Comitato di transizione, ribadisce di averlo catturato ma poi, non si sa come, è riuscito a fuggire.

Saif, in un primo momento, ha incontrato tre giornalisti nella residenza bunker di Bab al Aziziya. Le immagini diffuse dalla Bbc ce lo fanno vedere sorridente mentre stringe la mano a decine di persone. Braccia al cielo in segno di vittoria appare in buone condizioni e molto tranquillo. Poi si è recato all’Hotel Rixos, eletto a quartier generale da tutta la stampa estera presente nella Capitale. “Tripoli è sotto il nostro controllo. Il mondo lo sappia. Tutto va bene a Tripoli – tuona - Abbiamo spezzato la schiena ai ribelli”. Poi fa sapere che suo padre non ha mai abbandonato la Capitale e che dal suo rifugio sta guidando la battaglia. '”Avete visto come il popolo libico si è sollevato per contrastare l'arrivo degli insorti? – ha continuato - L'Occidente dispone di alte tecnologie che hanno disturbato le comunicazioni e ha inviato messaggi falsi al popolo libico sulla caduta del regime. E' una guerra tecnologica e mediatica per provocare caos e terrore in Libia ma io sono qui per confutare tutte le menzogne”.

La ricomparsa del secondogenito del rais è stato sicuramente un brutto colpo per il procuratore della Corte penale internazionale, Moreno Ocampo, che ieri aveva annunciato ufficialmente la cattura di Saif al Islam, augurandosi in tempi brevi la sua estradizione al tribunale dell’Aja dove lo attende un processo per ‘crimini contro l’umanità’.

Anche l’altro figlio di Gheddafi, Mohammad, non si troverebbe più nelle mani degli insorti. Sarebbe stato liberato dai ‘lealisti’, ma non ci sono conferme.

In ogni caso la sorte del regime, e della famiglia Gheddafi, sembra ormai segnata. Mentre Saif parlava con i giornalisti all’Hotel Rixos, i jet della Nato riprendevano a bombardare il compaund di Bab al Aziziya.

E il colonnello? Mistero. Un po’ tutti concordano sul fatto che è improbabile che abbia lasciato la Capitale. Potrebbe essere nei sotterranei del bunker o essersi rifugiato in una ambasciata ‘amica’. L’ultimo messaggio audio risale a ieri notte. Poi anche la Tv di Stato è stata conquistata dagli insorti con tanto di arresto della conduttrice con pistola (ricordate?).
 
Anche l’aeroporto internazionale sarebbe nelle mani dei ribelli. Lo ha detto il ministro Frattini nel corso di un’intervista rilasciata questa a ‘Radio Anch’io'. “Abbiamo certamente conferma di una sempre maggiore presenza dell'opposizione, i cosiddetti insorti, nei vari quartieri di Tripoli compresa la zona dell'aeroporto internazionale. Sono ore di grandissima confusione, anche perché ci sono scontri in alcune parti della città e soprattutto intorno alla cittadella fortificata.