15/06/2024
25/08/2011

LIBERI

“Sono vivo, vegeto e libero”. Sono le prime parole pronunciate da Domenico Quirico, inviato de ‘La Stampa’, nella telefonata fatta in redazione dopo la liberazione. “Adesso sto bene, fino a un'ora fa pensavo di essere morto"

“Sono vivo, vegeto e libero”. Sono le prime parole pronunciate da Domenico Quirico, inviato de ‘La Stampa’, nella telefonata fatta in redazione dopo la liberazione. “Adesso sto bene, fino a un'ora fa pensavo di essere morto. Siamo stati liberati da due ragazzi, sono stati fantastici”.
 
Già perché il ‘blitz’ che ha consentito ai 4 giornalisti di tornare in libertà è stato compiuto da due giovani libici sconosciuti che hanno fatto irruzione nell’appartamento che per 24 ore è stato la loro prigione. Chi fossero e quale sia stata la dinamica degli eventi ancora non è chiaro.
 
Quel che è certo è che i quattro inviati, Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera, Domenico Quirico della Stampa e Claudio Monici di Avvenire stanno bene e in questo momento si trovano all’Hotel Corinthia di Tripoli.

Il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, ha parlato con l'inviata Elisabetta Rosaspina che ha rassicurato che tutti stanno bene.
 
“Abbiamo rischiato di essere linciati – ha detto l’inviato di Avvenire Claudio Monici - È un miracolo se siamo vivi. Una persona ha capito la situazione e ci ha strappati dalle mani degli assalitori”. Il loro primo pensiero è stato per l’autista che li accompagnava e che è stato ucciso a sangue freddo.

Grande la soddisfazione del console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis: “la liberazione dei quattro giornalisti italiani rapiti ieri in Libia dimostra che la situazione è molto flessibile e che le risorse umane e tecnologiche in campo hanno funzionato”.